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Magnificat!

Per la Conservazione del Deposito della Fede! Per il Regno di Dio a venire!

MEDITAZIONE SUI MISTERI DEL ROSARIO

di Padre Giovanni Gregorio della Trinità

Misteri Dolorosi

Primo mistero: L’Agonia di Gesù nell’orto del Getsemani

Demandons une parfaite contrition de tous nos péchés.

Chiediamo la grazia di comprendere tutta la malizia del peccato; è la causa dell’Agonia mortale e della dolorosa Passione di Nostro Signore. Chiediamo il timore di offendere Dio, la contrizione delle nostre colpe, il rimpianto dei nostri peccati, la compunzione del cuore.
Preghiamo per la conversione dei peccatori e soprattutto per i nostri. Preghiamo Dio di concederci la grazia della conversione. Che Egli ci faccia capire che l’unica grande disgrazia che può accadere a un essere umano è quella di perdere la grazia di Dio e la sua divina amicizia. Il resto non è niente: perdere la salute, la fortuna, anche la vita… Tutti dobbiamo morire un giorno. Prima o poi la morte si prenderà tutte le nostre vite e perderemo tutto ciò che abbiamo qui sulla terra. Non porteremo nulla con noi nella tomba.
L’unica cosa che non scomparirà mai è la nostra anima, chiamata alla beatitudine eterna. Possiederà questa felicità infinita, se sarà unita a Dio per grazia. D’altra parte, se l’ora della morte la trova separata dalla grazia divina, perderà la felicità eterna che Dio le ha destinato. Chiediamo la grazia di realizzare l’importanza primordiale della salvezza della nostra anima, quell’anima che è costata il Sangue di un Dio.
Preghiamo per i moribondi, per tutti coloro che appariranno davanti a Dio in questo giorno.

Secondo mistero: La Flagellazione di Gesù

Demandons la mortification de nos sens et l’esprit de sacrifice.

CONTEMPLICARE il nostro Salvatore strappato dalla testa ai piedi dalle fruste dei carnefici. Chiediamo attraverso questo mistero la grazia della mortificazione, dello spirito di penitenza: Colui che è di Cristo, dice San Paolo, ha crocifisso la sua carne con tutti i suoi desideri. Questa è la via indispensabile se vogliamo essere cristiani, veri discepoli di Gesù Cristo. Chiediamo per noi e per tutti i nostri fratelli la grazia dello spirito di preghiera e di penitenza, con cui il mondo sarà salvato. La preghiera e la penitenza purificano le anime e le santificano. Chiediamo queste grazie per i meriti delle Sante Piaghe di Nostro Signore, per le dolorose flagellazioni che ha subito per espiare i nostri peccati.
Secondo le rivelazioni fatte a santa Brigida e ad altre sante, il corpo di Gesù era solo una ferita aperta. Le immagini che riproduciamo sono molto al di sotto della realtà. Se dovessimo dipingere Gesù così com’era, non avrebbe l’aspetto di un uomo. Come dice il Salmo: Sono un verme e non un uomo, il rimprovero degli uomini e la feccia del popolo. Mi hanno trafitto le mani e i piedi, hanno contato tutte le Mie ossa. La carne di Gesù era così lacerata che potevamo vedere le sue ossa. Nostro Signore ha subito questa atroce flagellazione in riparazione di tutti i peccati della carne.
Chiediamo, per i meriti di questa crudele flagellazione, la mortificazione necessaria per farci veri cristiani; chiediamo a Gesù, per i meriti delle sue sante piaghe, di guarire le ferite della nostra anima e di aiutarci a mantenere una grande purezza di corpo e di spirito.

Terzo mistero: La coronazione di spine di Gesù

Demandons la mortification de l’esprit et du jugement.

CONTEMPLARE Gesù che subisce questo ignominioso affronto dell’incoronazione di spine: il soldato che fa di Lui un re del teatro è schernito e deriso. Cristo, il nostro Salvatore, è oltraggiato e disprezzato fino all’ultimo grado. I carnefici gli ficcano in testa una corona crudele, le cui spine trafiggono ogni parte della Sua adorabile testa. È una tortura inaudita. Solo un Uomo-Dio poteva sopportare un dolore così atroce; Gesù soffriva al di là di ogni immaginazione.
Ha sopportato questo terribile tormento della corona di spine per espiare tutte le colpe dello spirito umano, dell’uomo che si crede più saggio di Dio, che si ribella, che vuole analizzare e setacciare tutto, che vuole ragionare tutto. Chiediamo a Nostro Signore l’umiltà, la mortificazione dello spirito, il sacrificio del nostro giudizio nello spirito della fede; chiediamo a Lui questa umiltà di cui ci dà un esempio in questo mistero. Oggi le «teste forti» vogliono capire tutto, spiegare tutto. La fede è credere senza ragionare, camminare senza capire. Appena tutto è chiaro ed evidente, smettiamo di percorrere il cammino della fede.
Chiediamo questa grazia di mortificazione dello spirito, la grazia di essere come i bambini attraverso l’umiltà dello spirito e la semplicità del cuore, affinché possiamo entrare in cielo: Se non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Chiediamo la grazia di essere pronti a soffrire tutto per amore di Dio: le indignazioni, le umiliazioni, il disprezzo.

Quarto mistero: Quarto mistero: Gesù porta la croce

Demandons d’embrasser les croix que Dieu nous donne avec beaucoup d’amour.

Seguiamo il nostro Salvatore sulla via del Calvario. Chiediamo alla Vergine Santa di ottenerci la grazia di portare la nostra croce con coraggio, con amore, come Gesù chiede ad ogni cristiano: <i>Chi vuole essere Mio discepolo, rinunci a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce, Mi segua e cammini sulle Mie orme.</i> Rinunciare a se stessi significa lasciare da parte l’io, andare contro le inclinazioni naturali. Dobbiamo calpestare i nostri desideri carnali, cioè tutti i desideri naturali in noi, che non sono conformi alla santa volontà di Dio. L’uomo cerca tutto ciò che gli piace e fugge da tutto ciò che è scomodo. Prendere ogni giorno la sua croce e seguire Gesù è vivere continuamente in uno spirito di sacrificio e di mortificazione.
Esaminiamoci sinceramente: Sono veramente un discepolo di Gesù Cristo? Non sono spesso un discepolo del mondo e delle sue massime? Oppure sono un discepolo di me stesso, che segue le mie inclinazioni, i miei piccoli capricci, la mia volontà, piuttosto che conformare la mia vita alle esigenze dell’insegnamento del Vangelo?
Dio non si aspetta che siamo delle perfezioni; l’uomo è miserabile, caduto nel peccato originale e incline a tutti i vizi. Ma Dio vuole che l’uomo si umili e riconosca la sua miseria, che si umili e prenda ogni giorno la sua croce. Nostro Signore è caduto più volte sulla via del Calvario, proprio per mostrarci che la disgrazia della caduta può accadere a noi, ma che dobbiamo rialzarci velocemente, riprendere la nostra croce e seguire con coraggio Gesù. Attraverso questo mistero chiediamo pazienza e amore per la croce.

Quinto mistero: la Crocifissione e la morte di Gesù in croce

Demandons de mourir à nous-mêmes pour ne plus vivre que pour Dieu.

CONTEMPLICAMO Gesù il nostro Redentore inchiodato alla Croce e versando anche l’ultima goccia del Suo Preziosissimo Sangue per aprirci la porta del cielo. Chiediamo alla Madonna dell’Infinito Dolore di ottenere per noi la grazia di tenere sempre presente il pensiero della Passione del Signore. Il ricordo delle sofferenze del nostro Salvatore è un grande conforto nei dolori di questa vita, uno stimolo per incoraggiarci a sacrificarci a nostra volta per amore del buon Dio. Quando guardiamo Gesù in questo modo, non abbiamo più l’idea di lamentarci, noi miserabili creature. La vista delle umiliazioni di Gesù ci fa accettare il disprezzo e l’umiliazione come nostro dovuto. Uniamo tutte le nostre piccole sofferenze terrene a quelle di Gesù, per dare loro merito e valore infinito.
La croce fa i santi o i dannati. Il buon ladro ha accettato la sua sofferenza ed è stato salvato. Il cattivo ladro, infuriato, bestemmiò; il rifiuto della croce fu la sua rovina. La sofferenza fa crescere le anime che la accettano con amore e sottomissione, ed è un’occasione di perdita per chi si ribella e mormora contro Dio. Approfittiamo dei fastidi, delle sofferenze e delle umiliazioni che Dio mette sul nostro cammino per aiutarci ad avanzare spiritualmente; la sofferenza è la grazia di Dio per eccellenza.
Chiediamo alla nostra buona Madre celeste di ottenere per noi dal suo divino Figlio crocifisso la grazia di essere infiammati con il suo infinito Amore e la perseveranza fino alla fine nel suo Amore; affinché possiamo essere anime generose pronte a tutto nonostante le nostre miserie e debolezze.