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Pentecote-2022

Il mistero della santificazione per mezzo dello Spirito Santo

Il mistero della santificazione per mezzo dello Spirito Santo

Dio Padre ha elevato l’uomo all’ordine soprannaturale e lo ha chiamato alla santità. La redenzione dell’uomo decaduto è opera di Dio Figlio. Infine, la nostra santificazione è attribuita a Dio Spirito Santo, lo Spirito di santità per essenza. Così le tre Persone divine hanno ciascuna la loro funzione nell’opera della nostra salvezza.

La terza parte dell’Anno Liturgico, il ciclo di Pentecoste, simboleggerà quindi il regno dello Spirito Santo, nella Chiesa di Cristo e nell’anima di ogni fedele.

Ciò che Cristo ha fondato, lo Spirito Santo lo sigilla e lo vivifica.

La Chiesa è il Corpo Mistico, di cui Cristo è il Capo: «Come infatti in un solo corpo abbiamo molte membra e non tutte hanno la stessa funzione, così noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo, essendo tutti in particolare membra gli uni degli altri.» (Romani 12:4-5) Ma di questo Corpo mistico di Cristo, lo Spirito Santo è l’anima: «Ciò che l’anima è nel corpo, lo Spirito Santo è nel Corpo di Cristo, cioè nella Chiesa». (Sant’Agostino)

Questa presa di possesso della Chiesa da parte della terza Persona della Santissima Trinità è stata inaugurata il giorno di Pentecoste dall’effusione visibile e meravigliosa dello Spirito Santo sugli Apostoli.

Il regno dello Spirito Santo continua con l’infallibilità dottrinale che assicura alla Chiesa docente, con l’efficacia che conferisce ai Sacramenti e con la propagazione della Fede, che feconda in tutto il mondo fino alla fine dei secoli. Che tutta l’umanità, nella sua marcia verso il proprio destino, possa gustare ciò che è giusto, attraverso la luce e la virtù del divino Consolatore, unica garanzia di vera felicità!

L’azione vivificante dello Spirito Santo nell’anima di ogni fedele avviene attraverso l’effusione della grazia e la comunicazione dei Suoi doni. Se la grazia è il frutto degli infiniti meriti di Cristo, è lo Spirito Santo ad applicarla a noi con la Sua azione, tanto molteplice quanto varia: «L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo, che ci è stato dato.» (Romani 5:5)

La festa di Pasqua rappresentava la nostra nascita alla vita di grazia attraverso il Battesimo o la Penitenza. La festa di Pentecoste rappresenta la nostra conferma nella vita soprannaturale attraverso la presenza dello Spirito Santo nelle nostre anime.

Quest’ultimo periodo dell’Anno Ecclesiastico richiama quindi soprattutto il grande dogma del Corpo Mistico di Cristo, santificato dallo Spirito Santo. Membri di questo Corpo Mistico, templi dello Spirito Santo, siamo figli fedeli della nostra Madre Santa Chiesa, apprezziamo la nostra felicità e la nostra dignità di cristiani e amiamoci gli uni gli altri, perché «voi tutti siete uno in Cristo» (Galati 3:28).

Lo Spirito Santo ci viene inviato da Dio Padre, su preghiera di Gesù Cristo.

«E Io pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Spirito, perché rimanga con voi per sempre: lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non Lo vede e non Lo conosce». Ma voi Lo conoscerete, perché Egli abiterà con voi e sarà in voi.» (S. Giovanni 14,16-17) Questa preghiera di Gesù fu pienamente esaudita il 50° giorno dopo la sua risurrezione, il giorno di Pentecoste, quando Dio Spirito Santo discese sugli Apostoli riuniti nel Cenacolo e comunicò loro in modo meraviglioso l’abbondanza delle Sue grazie e dei Suoi doni.

La festa di Pentecoste è il coronamento della festa di Pasqua, perché la missione dello Spirito Santo è stata la conferma e il completamento dell’opera di Cristo.

La Pentecoste è giustamente l’anniversario della nascita della Chiesa. Da quel momento la Chiesa, fondata da Cristo, ma fecondata dall’unzione dello Spirito Paraclito, decolla e si diffonde in tutti i Paesi e le nazioni. Per questo motivo, durante l’ottava di Pentecoste, la lettura dell’Epistola sarà tratta dagli Atti degli Apostoli, che raccontano le origini della Chiesa primitiva.

Dopo la Risurrezione, la Pentecoste è la festa più importante dell’Anno Ecclesiastico. Per questo motivo ha una veglia e un ottavario speciali. In questo Ottavario la Chiesa indossa paramenti rossi, perché questo colore richiama le lingue di fuoco; esso simboleggia anche il fuoco dell’amore divino di cui deve accendersi l’anima di ogni credente, nonché la testimonianza del sangue che, sull’esempio degli Apostoli, ognuno di noi deve essere pronto a dare al Vangelo con la virtù dello Spirito Santo.