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Per la conservazione del Deposito della Fede!
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Una storia per ogni giorno...

Sacra Famiglia

È impossibile non credere in niente!

Un prete stava tornando da un pellegrinaggio con diversi pellegrini. In una delle stazioni uno straniero salì sulla stessa carrozza e, notando il rosario dei suoi compagni di viaggio, esclamò: «Oh, io non credo in niente! – Signore», disse il prete, «al contrario, voi credete in molte cose, credete anche più di noi.» Questo signore ha poi messo molta enfasi nel sapere cosa credeva più degli altri, e ha promesso di non essere formale sulla risposta. «Bene», disse il prete, «visto che non vi offendete, ve lo dirò: voi credete di essere pieni di spirito, e vi assicuro che noi non crediamo proprio niente». Tutti i passeggeri della carrozza scoppiarono a ridere, e il miscredente scese dal treno, tutto furioso, alla stazione successiva.

I miscredenti spesso si immaginano di essere molto spirituali, quando sono solo grossolanamente ignoranti; come dice la Scrittura, essi bestemmiano ciò che non conoscono. L’uomo che non crede in niente ed è più credulone di tutti gli altri.

La squadra di punizione.

Un vecchio soldato amava raccontare la seguente storia. Nel 1858 ero di guarnigione a Francoforte. Il giorno dell’Immacolata Concezione, tutti i soldati che hanno chiesto di andare in chiesa hanno avuto il permesso. Quando tornarono in caserma, il capitano li mise tutti nel plotone di punizione. Alla festa successiva chiesero di nuovo chi voleva andare in chiesa: solo dodici si presentarono, appena la metà di quelli che si erano presentati la volta precedente. Quando tornarono, il capitano chiese loro: «Siete stati tutti in chiesa?». Alla loro risposta affermativa, il capitano disse loro: «Siete soldati coraggiosi, che non vi lasciate intimidire; vi do una licenza di dieci ore». Ne approfittarono con piacere, mentre gli altri espiavano la loro vigliaccheria.

Preghiera in caserma.

Figlio di genitori molto pii, un coscritto aveva, prima di andare al reggimento, l’abitudine di fare le sue preghiere del mattino e della sera in ginocchio. Fin dalla prima sera fece questo atto di pietà nella caserma; non si era mai visto niente di simile nella caserma, e tutti ridevano di lui. Non si lasciò intimidire e i suoi compagni ne fecero un vero e proprio clamore. Lui e loro lo rifecero il giorno dopo e quello dopo ancora, e vedendo che rimaneva imperturbabile, uno dei teppisti esclamò: «Ecco uno che sta bene al fuoco.» Da quel momento fu lasciato a pregare in silenzio, e più di uno dei suoi compagni fece la sua preghiera se non in ginocchio, almeno in silenzio. Il pio soldato era un ragazzo molto capace e fu rapidamente promosso.

Spesso il coraggio della fede è all’inizio oggetto di scherno o di problemi, ma prima o poi conquista la stima e il rispetto anche dei più malintenzionati.

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