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L’Eucaristia, la più grande meraviglia di Dio

L’Eucaristia, la più grande meraviglia di Dio

da Padre A. Joiron

Umilmente prostrato davanti ai sacri altari, mi unisco agli Angeli del santuario e adoro con loro in profonda riverenza Gesù Cristo, mio Signore e mio Dio, realmente e sostanzialmente presente sotto le specie sacramentali. Credo fermamente, senza alcun dubbio, senza alcuna esitazione, che il sacerdote di Gesù Cristo abbia ricevuto l’ineffabile potere di cambiare con la sua parola feconda la sostanza del pane e la sostanza del vino nel Corpo e nel Sangue del Salvatore Gesù, mentre Egli dimora alla destra di Suo Padre nello splendore del Cielo, pur rimanendo nascosto.

Questo mistero, è vero, impone il silenzio ai miei sensi, stupisce e supera la mia ragione. Ma le luci della fede sono infinitamente superiori a quelle dei miei sensi e della mia ragione. Il mio cuore si sottomette con gioia. Perché l’Eucaristia le ricorda tutto ciò che Dio Si è degnato di fare per l’uomo, tutto ciò che Cristo ha fatto per la sua salvezza; perpetua davanti ai miei occhi l’esercizio dell’amore divino nella sua forma più alta, più viva e più tenera.

Il più grande dono di Dio

La Santa Eucaristia è davvero la più grande meraviglia che Dio abbia fatto; è il tesoro della Chiesa per eccellenza.

Attraverso di essa offriamo al Signore un sacrificio di valore infinito, che rende alla Sua maestà il tributo di lode, ringraziamento, espiazione e supplica che Gli dobbiamo. Unisce l’uomo a Dio, la terra al cielo, attraverso un Mediatore divino. Se ci venisse tolta l’Eucaristia, la preghiera dell’uomo non potrebbe più essere ascoltata, perché il grido della sua miseria e delle sue iniquità sarebbe più potente della sua supplica; non potremmo più sperare nella misericordia, e dovremmo aspettare solo i terribili effetti della giustizia. Ma la voce dell’Agnello che Si sacrifica sull’altare eucaristico copre tutte le altre voci; chiama ovunque, anche in purgatorio, per il perdono e la benedizione. Chi può capire, o Dio, quanto la dignità e il valore del culto cristiano siano elevati dalla virtù dell’augusto sacrificio?

Gesù Cristo, Nostro Signore, immolato sull’altare, vuole ancora abitare in mezzo a noi nel sacramento dell’Eucaristia. Egli Si fa volontariamente compagno del nostro esilio, condannandosi alla prigione del tabernacolo. È lì che Si rende facilmente accessibile a tutti noi, per ricevere i nostri omaggi e accogliere le nostre richieste. È lì che continua a istruirci e a servirci da modello. Egli Si mostra come il nostro amico, il nostro consigliere, il nostro medico, il nostro consolatore. In qualsiasi momento del giorno e della notte, possiamo avvicinarci a Lui. Ma anche se siamo assenti, il Suo sguardo divino ci segue ovunque: in mezzo all’apparente riposo a cui Si è sottoposto, il Suo Cuore è per noi in perpetua e misericordiosa attività. È Lui che provvede a tutti i nostri bisogni e anticipa i nostri desideri.

Quale immensa gloria porta la presenza di questo Re divino nei nostri templi, a cui diamo ospitalità! La grande gloria del tempio di Salomone, la figura splendente delle nostre chiese, scompare e svanisce di fronte a questa realtà augusta e incomparabile. Con quanta ansia e riverenza devo avvicinarmi a questo vestibolo del Cielo, per gustare le ineffabili delizie della conversazione con il Salvatore Gesù!

Finora questo è solo l’inizio dei favori divini. È in unione con noi che Gesù Cristo Nostro Signore trova la consumazione del Suo amore nel sacramento dell’Eucaristia. I Suoi propositi si realizzano pienamente solo quando Lo abbiamo ricevuto nella Santa Comunione. Allora Dio si dona veramente a noi, diventa il nostro cibo, Lo incorporiamo in noi stessi e l’unione si fa così intima che siamo trasformati in Lui e viviamo in Lui. Nella comunione Egli è la nostra forza e il nostro sostegno, riversa in noi torrenti di grazia, ci dà il pegno della risurrezione, le primizie dell’eternità beata, un anticipo del Paradiso; perché il Paradiso è una comunione che dura per sempre.

Ringraziamento

O Padre eterno, Ti ringrazio che hai tanto amato il mondo da donargli il Tuo unigenito Figlio, non solo una volta, ma Lo doni in perpetuo, sotto i veli del sacramento, in ogni tempo e in ogni luogo, fino alla consumazione dei secoli.

O Figlio eterno, Ti ringrazio per le umiliazioni e gli annientamenti dell’altare, ai quali Ti sei condannato per amore mio. Ammiro come Tu abbia istituito la Santa Eucaristia come complemento ineffabile del mistero dell’Incarnazione, per unirTi e donarTi a ciascuno di noi in particolare, dopo esserti unito e donato all’umanità in generale.

O Spirito Santo, Ti ringrazio, amore infinito da cui sono stati concepiti e diretti questi mirabili disegni di misericordia e di tenerezza. Sei Tu che vivifichi la parola del sacerdote e gli dai il meraviglioso potere di produrre la santa Eucaristia; sei Tu che mantieni sull’altare il fuoco divino dove l’augusta Vittima Si consuma nell’ardore della carità. Sei Tu che prepari i nostri cuori per disporli alla visita di Gesù; sei Tu che Lo aiuti nella dispensazione delle Sue grazie nelle nostre anime.

O Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, che mi dai il sacramento dell’Eucaristia con unanime consenso e consiglio, sii lodato e benedetto nei secoli dei secoli. Lasciatemi iniziare in questa vita mortale l’inno di gratitudine che spero di continuare in Cielo in unione con Maria, con gli Angeli, con i Santi. Voglio adorare e ringraziare tutti loro.

O Eucaristia, tra tutti i sacramenti il primo in ordine di dignità ed eccellenza, è da Te, come dalla loro fonte, che derivano le grazie in essi contenute. Tu sei il Santissimo Sacramento, il Sacramento dell’amore, il Sacramento per eccellenza. Tu sei il centro in cui tutta la religione ha fine. Tu sei, nella Chiesa, il fulcro della luce e del calore che comunica chiarezza e vita ovunque. Se il sole materiale che illumina questo mondo visibile si spegnesse o scomparisse all’improvviso, ripiomberemmo nell’orrore di una notte profonda e ogni creatura morirebbe di freddo. Se l’Eucaristia venisse meno, il mondo delle anime ricadrebbe nelle tenebre e il freddo della morte congelerebbe tutti i cuori: allora arriverebbe la fine di tutte le cose. Resta con noi allora, o Sommo Bene!

Ave e amore a Te, «O festa sacra, in cui Gesù mi viene donato: la memoria della Sua Passione viene onorata; l’anima viene riempita di grazia, e ricevo il pegno della gloria futura». (Inno: O sacrum convivium)