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Notre Dame du Laus

Gli inni del barone di Saint-Priest

Il barone Augustin de Saint-Priest, diplomato alla scuola di Saint-Cyr con distinzione, divenne un brillante capitano dell’esercito francese.

Frank, amabile, intelligente, sapeva, mentre coltivava gli studi legati alla sua nobile professione, trovare il tempo per le arti, in particolare per la musica, dove eccelleva. Compose canzoni religiose e militari, e ne lasciò un gran numero. Si riconosce in loro quel carattere energico e gentile che lo ha fatto rispettare e amare. Ardito cristiano quanto soldato, sapeva professare la sua fede in tutte le occasioni. A Poissy, la sua ultima guarnigione francese, dirigeva ogni sera i cori del Mese di Maria: prima di Sebastopoli, nelle imboscate, cantava a mezza voce gli inni che aveva composto.

Era un capitano della 28a linea ed era sposato da poco tempo quando il suo reggimento fu inviato in Crimea. Le dure prove della campagna iniziarono presto. Il primo nemico che dovette combattere fu il colera. La sua condotta in Crimea, durante quel terribile inverno che fece tante vittime, fu quella dei migliori. Nell’attacco della notte contro le imboscate russe, si è trovato per un momento impegnato con trentotto uomini in mezzo a diverse centinaia di nemici. Tutto l’esercito ammirava il suo coraggio cavalleresco. In questa vicenda, il suo tenente fu ucciso accanto a lui, e il suo secondo tenente, M. Morguet, credendolo prigioniero, aveva due volte, con sei granatieri, trafitto la massa dei russi per consegnarlo. Un mese dopo, ricevette la ferita, inizialmente giudicata non molto grave, che doveva porre fine ad una carriera così ben iniziata. Ha potuto scrivere un resoconto di quest’ultima azione a sua madre, un resoconto incompleto, perché menziona appena se stesso, mentre il rapporto del suo comandante di battaglione lo nomina primo tra i più valorosi. La croce di Ufficiale della Legione d’Onore fu il primo premio per la sua bella condotta. Gli fu portato, ahimè, sul letto di morte. Coraggioso e calmo fino all’orlo della tomba, usò i suoi ultimi giorni per purificare la sua anima; pieno di dolcezza per coloro che lo avevano amato e per quelli di cui poteva lamentarsi, chiese i sacramenti, li ricevette e spirò in pace, senza degnarsi di dare un rimpianto alla vita. Aveva trentatré anni.

(Padre Huguet)

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