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La Madonna del Rosario

La Madonna risponde alla preghiera fiduciosa di un bambino

Un nobile polacco, il conte S., che era stato catturato con le sue armi nella lotta della Polonia contro la Russia, era stato condannato a morte. All’udire questa terribile notizia, la contessa portò suo figlio Stanislao di dieci anni in un oratorio e pregò per un po’ davanti a un’immagine della Madonna del Rosario. Poi, scortata da un servo e accompagnata da suo figlio, si recò alla prigione dove era detenuto il conte. Con l’aiuto di alcune monete d’oro rifilate al carceriere, riuscì a entrare nel buio della prigione. Tre quarti d’ora dopo, passò di nuovo, o almeno fu vista passare di nuovo dalle guardie, nascondendo il viso e portando il figlio in lacrime. La cella del prigioniero non è stata aperta fino a sera. Al momento di questa ispezione, il carceriere gridò forte: invece del condannato a morte, aveva appena trovato la contessa, sua moglie. Il conte S. era fuggito, portando suo figlio Stanislas con sé a Parigi.

Passò un anno e mezzo; il conte era ancora all’oscuro della sorte della sua coraggiosa moglie. Il bambino era stato messo in un collegio gestito da ecclesiastici, e lì crebbe nell’apprendimento e nella pietà. Il tempo della sua prima comunione si avvicinava, e l’idea di sua madre lo perseguitava costantemente. «Voglio», disse, «che torni per la mia prima comunione, e lo farà».

Preoccupato da questo desiderio, una sera scrisse a Pietro, il servo che era rimasto a Varsavia, la seguente lettera: «Pietro, vuoi dire a mia madre che tra un mese farò la mia prima comunione e che è assolutamente necessario che lei arrivi a Parigi per assistervi? Dirò un rosario ogni giorno per questo scopo. Dille che sto nella mia pensione, rue D., ecc. Stanislas».

Questa lettera scritta, il bambino ha infilato un’immagine della Madonna del Rosario, per portare fortuna alla sua missiva. Nel frattempo, al conte veniva scritto: «Non c’è più speranza, partenza per la Siberia. Dimissioni. Pietro deve fare un ultimo tentativo, ma al primo tentativo di fuga, la contessa sarà massacrata, ecc.»

Tuttavia, la prima comunione si avvicinava; Stanislao non aveva detto nulla della sua lettera, né a suo padre né ai suoi padroni; ne aveva parlato ogni giorno a Maria, recitando il rosario e nutrendo la ferma speranza di essere esaudito. Si era detto: «Prima della mia prima Comunione, farò una novena alla Santa Vergine, in modo da finirla proprio quando riceverò l’assoluzione, e reciterò il mio rosario così devotamente che la Santa Vergine sarà obbligata a restituirmi mia madre».

Era la vigilia del gran giorno; verso le cinque della sera Stanislao andò alla portineria: «Dove vai, figlio mio?» disse uno dei suoi padroni. – Per vedere se nessuno ha chiesto di me. – Ma tuo padre è venuto stamattina. – Ah, signore, sto ancora aspettando una visita della mamma. – Ma tua madre non è a Parigi. – Tornerà, ne sono sicuro. – Capisco i vostri desideri e le vostre preghiere, ma nessuna distrazione questa sera; l’ora delle visite è passata; tornate con i vostri compagni.»

Stanislao obbedì, ma fu sorpreso che la sua preghiera non fu esaudita non appena la sua novena finì. Le sei suonarono, poi le sette, poi le otto, e nessuno. Si stavano preparando a salire al dormitorio. Stanislao era un po’ scoraggiato. Nel frattempo, una donna in stato di negligenza entrò nella portineria e chiese di vedere Stanislao S. Il portiere rifiutò, ma lasciò che la sconosciuta si avvicinasse alla finestra proprio mentre gli alunni passavano. Stanislao, che contava sul ritorno di sua madre, uscì dalla fila per dare un’occhiata alla portinaia. La madre (perché era lei) ebbe solo il tempo di esclamare: «Ecco! Ecco!» e lei è caduta svenuta.

Come è arrivata la contessa al momento segnato dal bambino? Ecco: grazie alla Regina del Rosario, che suo figlio aveva pregato con tanta fiducia, era sfuggita alle mani di coloro che la stavano portando in Siberia, era fuggita in Francia, e sotto mentite spoglie, senza risorse, senza denaro, aveva raggiunto Parigi. Ma dove andare in quella città? Per fortuna la lettera di Stanislao a Pierre aveva dato l’indirizzo della pensione dove stava il bambino. Il giorno dopo, il conte e la contessa S. erano insieme, felici e commossi, ad assistere alla prima comunione del loro figlio, ringraziando la Madonna del Rosario per un favore così straordinario. Tale è il potere della fiducia! Tale è l’efficacia del rosario recitato con costanza e fede!

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