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Nostra Signora del Purgatorio

Il potere della preghiera di un monaco

Una persona di alta nobiltà e di notevole ricchezza, essendo morta in Inghilterra, lasciò un figlio che fu crudelmente colpito da questa perdita, e che, pieno di zelo per la salvezza di colui che amava così giustamente, andò subito dai certosini. Il servizio funebre si era svolto nella loro chiesa. Presentò al priore una grande somma di denaro come elemosina, e chiese alla comunità di ricordare l’anima del suo caro defunto davanti a Dio. Subito i religiosi furono convocati nel coro. «Servi di Dio, disse loro il priore, uniamo le nostre preghiere in favore del defunto che è stato sepolto qui ultimamente; questo giovane, che ci fa un’offerta considerevole, ce lo chiede». I monaci allora intonarono a una sola voce il Requiescat in pace, al quale il superiore rispose Amen, e poi ognuno si ritirò in silenzio nella sua cella.

Il benefattore rimase stupito. «Questo è molto poco, pensò: per una somma così grande, un solo Requiescat!» Allora si avvicinò con modestia al priore e gli disse in tono di rispettosa lamentela: «Tutto qui, Padre? e l’anima di colui che piango non avrà altri suffragi, quando vi avrò mostrato un po’ di generosità?» Il santo uomo, sorpreso a sua volta da questa domanda, gli rispose dolcemente: «Oseresti, figlio mio, pesare sulla stessa bilancia le tue elemosine, anche se fossero un mucchio d’oro, e le preghiere dei miei religiosi, per quanto brevi possano essere? – No, Padre, non intendo fare un confronto. Tuttavia, penso che due o tre parole siano molto poco, e che ho fatto di più per il monastero. – Vedo che hai ancora dei dubbi, figlio mio. Aspettate un momento; sarete, grazie a Dio, sicuri del vostro errore.»

Rivolgendosi al Padre Cellarer: «Vai, gli disse, e trova i nostri fratelli uno per uno nelle loro celle; di’ loro di scrivere il loro Requiescat in pace su un pezzo di carta e di portarmelo subito». Allo stesso tempo ordinò ad un fratello laico di andare a prendere una bilancia. Mise l’argento e l’oro del giovane su un lato, e il peso portò rapidamente via il vassoio.

Quando i biglietti arrivarono, invocò l’aiuto di Dio e li mise, leggeri com’erano, dall’altra parte, dicendo: «Vedremo, figlio mio, quanto vale la nostra breve preghiera in confronto al tuo dono». O meraviglia! esclama qui lo storico: in quello stesso istante la bilancia si alzò, portando via la somma di denaro come se fosse stata una piuma o una pagliuzza leggera, e inclinando tutto sotto il peso dei piccoli pezzi di carta, che sembravano essere masse di piombo.

A questa vista, tutti i presenti si fecero il segno della croce e benedissero Dio per aver fatto conoscere loro il prezzo della più semplice preghiera sulla bocca dei suoi servi. Il giovane, più degli altri, era in ammirazione e, con gli occhi pieni di lacrime e il pentimento nel cuore, chiese perdono per la sua mancanza di fede. Fece preparare una magnifica pietra, sulla quale fu inciso per suo ordine il Requiescat in pace, e che fu posta, in memoria del prodigio, sulla tomba di suo padre. Non dubitava più della potenza di questo semplice grido di un’anima veramente cristiana.

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