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Una storia per ogni giorno...

Nostra Signora del Rosario

Spiegazione in storie dei misteri del Rosario

Misteri Gaudiosi

Primo Mistero: L’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele alla Vergine Maria

Dal cielo, Dio Padre mandò l’angelo Gabriele come messaggero in una città della Galilea, chiamata Nazareth, ad una Vergine di nome Maria. L’Angelo doveva dirle che era stata scelta per essere la Madre di Dio che voleva diventare uomo. Dio stava aspettando il Suo consenso…

L’Angelo, entrato nella Sua dimora, Le disse:

«Salve, piena di grazia, il Signore è con Te; Tu sei benedetta tra le donne».

Maria, a queste parole, fu turbata, perché nella Sua umiltà, pensava di essere la più indegna di tutte le creature. Si chiese, dentro di Sé, cosa potesse essere un tale saluto.

«Non temere, Maria», disse l’Angelo, «perché hai trovato il favore di Dio. Ecco, concepirai nel Tuo grembo e darai alla luce un Figlio, e gli porrai nome Gesù. Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo; e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, Suo padre, ed Egli regnerà sulla casa di Giacobbe per sempre. E il Suo regno sarà senza fine.

– Ma, disse Maria, poiché ho deciso di rimanere vergine, come si farà?

– Lo Spirito Santo sorgerà in Te; la Virtù dell’Altissimo Ti coprirà con la Sua ombra! Ecco perché l’Essere Santo che nascerà da Te sarà chiamato Figlio di Dio… Ed ecco, anche la Tua parente Elisabetta ha concepito un figlio nella sua vecchiaia; e colei che era chiamata sterile è ora al sesto mese. Niente è impossibile con Dio».

Allora Maria rispose:

«Ecco la serva del Signore; sia fatto a Me secondo la tua parola!».

E l’Angelo se ne andò.

Secondo Mistero: La Visitazione della Vergine Maria a Sua cugina Elisabetta

Pochi giorni dopo la visita dell’angelo Gabriele, la Vergine Maria Si mise in viaggio e andò in fretta e furia nella regione delle colline, in una città di Giuda dove viveva Sua cugina Elisabetta. Elisabetta, che era stata sterile ed era ormai molto vecchia, aspettava un figlio per un grande miracolo di Dio.

Quando Maria entrò nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino che portava in grembo sussultò; lei stessa fu riempita di Spirito Santo e, con una forte esclamazione, gridò:

«Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del Tuo seno! E come mai la Madre del mio Signore Si degna di venire da me? Appena la voce del Tuo saluto ha raggiunto il mio orecchio, il bambino nel mio grembo ha saltato di gioia. Ah, beati Voi che avete creduto, perché tutto ciò che il Signore Vi ha detto si compirà!»

Maria disse allora:

«L’anima Mia glorifica il Signore.

«E il Mio spirito si rallegra in Dio, Mio Salvatore.

«Perché ha guardato l’umiltà della Sua serva.

«Ed ecco, d’ora in poi tutte le generazioni Mi chiameranno beata:

«Perché Colui che è potente ha fatto grandi cose in Me:

«E il Suo nome è santo;

«E la Sua misericordia è di generazione in generazione su coloro che Lo temono.

«Egli ha mostrato la potenza del Suo braccio.

«Egli ha disperso i superbi che si esaltano nell’orgoglio delle loro menti.

«Egli ha cacciato i potenti dai loro troni e ha innalzato gli umili.

«Riempì gli affamati di cose buone, e i ricchi li mandò via a mani vuote.

«Egli ha innalzato il Suo servo Israele,

«Ricordando per sempre, come ha promesso ai nostri padri, la Sua misericordia verso Abramo e la sua discendenza».

La Vergine Maria rimase con Elisabetta per circa tre mesi. L’ha servita con amore e diligenza fino alla nascita del bambino miracoloso. Quando Elisabetta diede alla luce un figlio, gli fu dato il nome di Giovanni, in obbedienza al comando dell’Angelo. Questo bambino vivrà nella preghiera e nella penitenza. Egli annuncerà al popolo la venuta del Messia promesso da tempo per espiare i peccati dell’umanità e aprire il cielo per loro. Poiché battezzava coloro che volevano essere purificati, è chiamato Giovanni Battista.

Terzo mistero: La nascita di Gesù nella povera stalla di Betlemme

In quel periodo, l’imperatore Cesare Augusto ordinò un censimento generale dei popoli soggetti all’Impero Romano. Tutti dovevano essere registrati, ognuno nel luogo d’origine dei suoi antenati.

Allora Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, partì da Nazareth in Galilea e salì nella terra di Giudea fino alla città di Davide, che si chiama Betlemme, per esservi registrato con Maria, sua moglie, che stava per diventare madre.

E mentre erano lì, venne il momento che Maria partorisse. Nessuno a Betlemme – nemmeno i loro parenti e amici – avrebbe accolto Giuseppe e Maria. Dovettero rifugiarsi in una grotta fredda che serviva da rifugio per il bestiame. È qui che il Figlio di Dio incarnato è venuto nel mondo! Appena nato Gesù, Maria Sua Madre Lo avvolse in fasce e Lo pose in una mangiatoia di animali.

Nelle vicinanze, i pastori passavano la notte nei campi, facendo a turno per sorvegliare i loro greggi. Improvvisamente un angelo del Signore si fermò accanto a loro, e la gloria di Dio brillò intorno a loro, ed essi ebbero grande paura.

L’Angelo disse loro: «Non abbiate paura, perché ecco, vi porto una buona notizia di grande gioia per voi e per tutto il popolo. Oggi nella città di Davide vi è nato un Salvatore: egli è il Cristo, il Signore! E questo è il segno che vi do per riconoscerlo: troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia.»

Allo stesso tempo, l’Angelo fu raggiunto da una compagnia dell’esercito celeste. Lodarono Dio e dissero:

«Gloria a Dio nel più alto dei cieli, e sulla terra pace agli uomini di buona volontà!»

E quando gli Angeli, salendo in cielo, li lasciarono, i pastori si dissero l’un l’altro:

«Andiamo fino a Betlemme e vediamo questa meraviglia che è appena accaduta e che il Signore ci ha fatto conoscere».

Allora andarono in fretta e trovarono Maria e Giuseppe e il Bambino che giaceva nella mangiatoia. E quando Lo videro, capirono cosa era stato detto loro del Bambino. E tutti quelli che li ascoltavano si stupivano di quello che dicevano.

Quanto a Maria, raccolse tutte queste cose e le meditò nel Suo cuore.

I pastori tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano sentito e visto, come era stato loro annunciato.

Quarto mistero: La presentazione di Gesù al Tempio

La Legge di Mosè, a cui erano soggetti i pii israeliti, prescriveva che «ogni bambino maschio, il primogenito della madre, doveva essere portato al Tempio di Gerusalemme quaranta giorni dopo la sua nascita, per presentarlo al Signore». Allo stesso tempo, la madre doveva essere purificata. In adempimento di questo precetto, una coppia di tortore o due giovani colombe dovevano essere offerte in sacrificio.

La Vergine Maria e il Bambino Dio che è nato da Lei non hanno avuto bisogno di alcuna purificazione o consacrazione. Venendo «a prendere l’ultimo posto», Gesù voleva obbedire, sottomettere agli uomini le Sue creature. La Vergine Maria, Sua Madre, la cui umiltà non conosce limiti, volle imitarlo in tutto.

Ora c’era un uomo giusto e timorato di Dio a Gerusalemme, di nome Simeone, che viveva nell’attesa del Salvatore promesso. Lo Spirito Santo era in lui, e gli aveva rivelato che non sarebbe morto senza vedere Cristo, il Messia-Redentore atteso da più di quattromila anni.

Guidato dallo Spirito Santo, Simeone salì al Tempio e, quando il Bambino Gesù vi fu portato dai Suoi genitori, per fare per Lui ciò che la Legge comandava, Lo prese in braccio e benedisse Dio, dicendo:

«Ora, Signore, lascia che il Tuo servo vada in pace, secondo la Tua parola!

«Perché i miei occhi hanno visto il Salvatore che viene da Te:

«Quel Salvatore che Tu hai preparato per essere, al cospetto di tutte le genti,

«La luce che illuminerà le nazioni e la gloria di Israele, il Tuo popolo».

Il padre e la madre del Bambino erano in soggezione per le cose che si dicevano di Lui. Simeone Li benedisse; poi disse a Maria, Sua Madre:

«Questo Bambino è nato per la rovina e la resurrezione di molti in Israele. Sarà un segno di contraddizione. Per Te, una spada trafiggerà la Tua anima. Così saranno rivelati i pensieri che molti nascondono nei loro cuori».

C’era anche una profetessa, chiamata Anna. Era molto avanti negli anni. Era stata sposata fin dalla sua giovinezza e aveva vissuto lì per sette anni; poi era rimasta vedova fino all’età di ottantaquattro anni. Non lasciò mai il Tempio, servendo Dio notte e giorno nel digiuno e nella preghiera.

In quella stessa ora benedisse anche Dio e parlò del Bambino a tutti coloro che aspettavano la redenzione di Israele.

Avendo soddisfatto i requisiti della Legge del Signore, Gesù, Maria e Giuseppe tornarono in Galilea, nella loro città di Nazareth.

Quinto mistero: Il Bambino Gesù Si perde per tre giorni e viene ritrovato nel Tempio

Nella povera casetta di Nazareth, Gesù è cresciuto e si è rafforzato. Era pieno di saggezza e la grazia di Dio era in Lui.

Suo padre e Sua Madre andavano ogni anno a Gerusalemme per le celebrazioni della Pasqua. Tutta la famiglia ci andò quando Gesù raggiunse il Suo dodicesimo anno. All’età di dodici anni, il giovane israelita divenne «figlio della Legge». Partecipava alle cerimonie di culto e doveva andare a Gerusalemme tre volte all’anno.

Quando i giorni sacri erano finiti, si misero in viaggio di ritorno.

Ma il Bambino Gesù era rimasto a Gerusalemme, senza che i Suoi genitori se ne accorgessero. Durante questi pellegrinaggi, gli israeliti camminavano in due carovane: gli uomini formavano il primo gruppo, le donne il secondo. Le famiglie si sono incontrate la sera al campo. I bambini erano liberi di andare con entrambe le carovane. Supponendo che Gesù fosse in una delle due compagnie, Giuseppe e Maria fecero un giorno di viaggio senza la minima preoccupazione. Quando arrivò la sera, lo cercarono ansiosamente tra i loro parenti e conoscenti. Non trovandolo, tornarono la sera stessa a Gerusalemme, cercandolo da tutte le parti.

Dopo tre giorni Lo trovarono nel Tempio di Gerusalemme. Gesù era seduto tra i maestri, li ascoltava e faceva loro delle domande. Tutti coloro che Lo ascoltavano erano stupiti dalla saggezza e dalle risposte di questo adolescente.

Quando i Suoi genitori Lo videro in questo modo, essi stessi furono molto sorpresi.

«Figlio Mio», gli disse Sua Madre, «perché ci hai fatto questo? Tuo Padre ed Io Ti cercavamo nella più dolorosa angoscia.

– Perché Mi stavi cercando? Non sapevate che devo essere negli affari del Padre Mio che è nei cieli?»

Ma Giuseppe e Maria non capirono questa parola che Egli stava dicendo loro. Scendendo con loro, Gesù tornò a Nazareth; ed era soggetto a loro.

A Sua Madre, Lei conservava tutte queste cose nel Suo cuore.

E Gesù avanzò in saggezza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

Misteri dolorosi

Primo mistero: L’agonia di Gesù nell’orto del Getsemani

Sapendo che stava per morire, Gesù, in un eccesso di amore per l’umanità, aveva appena istituito l’Eucaristia per rimanere per sempre sulla terra. Poi lasciò il Cenacolo, accompagnato dai Suoi apostoli. Uno di loro, Giuda, Li aveva lasciati poche ore prima per realizzare il suo piano sinistro.

Dall’altra parte del ruscello Kidron c’era una villa con un giardino chiamato Getsemani. Gesù vi andò con i Suoi discepoli. Poiché veniva spesso a pregare con loro, questo luogo era noto a Giuda, che lo tradì.

Poi Gesù disse ai Suoi discepoli:

«Siediti qui, mentre Io vado oltre a pregare. Pregate voi stessi, affinché non entriate in tentazione».

Prese con sé solo Pietro, Giacomo e Giovanni, e cominciò ad essere preso dalla paura e dal disgusto, dal dolore e dall’angoscia.

«L’anima Mia è addolorata fino alla morte», disse; «rimani qui e veglia con Me».

Poi si allontanò da loro, a circa un tiro di sasso, e, inginocchiato con la faccia a terra, pregò che, se fosse stato possibile, l’ora che doveva venire passasse da Lui.

«Padre Mio», disse, «se è possibile, e tutto è possibile, allontana da Me questo calice. Tuttavia, sia fatta la Tua volontà e non la Mia!»

Interruppe la Sua preghiera per andare dai Suoi discepoli e li trovò che dormivano, sopraffatti dalla tristezza.

«Simone, tu stai dormendo», disse a Pietro. «Non sei stato capace di stare in piedi con Me per un’ora!»

Poi, rivolgendosi agli altri due:

«Tu stai dormendo, quindi non potresti stare un’ora alzato con Me… Alzati, veglia e prega per non entrare in tentazione; perché, se lo spirito è veloce, la carne è debole».

Di nuovo se ne andò e riprese la stessa preghiera:

«Padre Mio, se questo calice non può passare senza che Io lo beva, sia fatta la Tua volontà!»

Tornò di nuovo dai Suoi discepoli: li trovò ancora addormentati; i loro occhi erano spenti dal sonno e non sapevano cosa gli rispondevano.

Lasciandoli, se ne andò e pregò per la terza volta, dicendo le stesse parole:

«Padre Mio, se vuoi, allontana da Me questo calice; tuttavia, non sia fatta la Mia volontà, ma la Tua!».

Era caduto in agonia e la Sua preghiera divenne sempre più urgente. Gli venne un sudore, come gocce di sangue, che colava a terra. Allora un angelo dal cielo Gli apparve e Lo rafforzò.

Presto arrivarono i soldati con il traditore Giuda nel giardino dove Gesù stava pregando. Arrestano Gesù, Gli legano le mani e Lo trascinano al tribunale del sommo sacerdote.

Secondo mistero: La flagellazione di Gesù

Tutti i sacerdoti, gli scribi e gli anziani del popolo, pieni di odio contro Gesù, Lo volevano morto a tutti i costi. Lo trascinarono di tribunale in tribunale: da Anna, da Caifa, dal Sinedrio riunito, dal governatore romano Ponzio Pilato. Il governatore, non trovando in Gesù alcun motivo di condanna, Lo mandò dal re Erode. Dopo aver ridicolizzato Gesù, Erode Lo restituì a Pilato. La folla dei giudei, sobillata dai sommi sacerdoti, chiedeva a gran voce la morte di Gesù. Il governatore, temendo una rivolta e volendo calmare la folla, ordinò che Gesù fosse flagellato.

I carnefici hanno inflitto questa tortura a Gesù con una crudeltà inaudita, veramente diabolica. Sarebbe stato più che sufficiente per ucciderlo. Durante la Sua Passione, Gesù ha usato la Sua divinità solo per conservare la Sua vita e soffrire di più per noi, tanto ci ama e vuole salvarci a tutti i costi. Il tormento della flagellazione è al di là di qualsiasi cosa l’immaginazione possa concepire. Un antico profeta predisse del Messia: «Io sono un verme e non un uomo, il rimprovero degli uomini e la feccia del popolo…» (Salmo 22).

Terzo mistero: Gesù è coronato di spine

Dopo la flagellazione, i soldati trascinarono Gesù nel cortile del Pretorio, radunando tutta la coorte intorno a Lui. Lo spogliarono delle Sue vesti e Lo coprirono con una veste scarlatta. Poi intrecciarono una corona di spine e gliela misero in testa. Nella Sua mano destra misero una canna. Poi, genuflettendosi derisoriamente davanti a Lui, Lo derisero, ripetendo:

«Ave, Re dei Giudei!»

Lo schiaffeggiarono, Gli sputarono in faccia, presero la canna e lo colpirono sul capo, conficcandogli la corona di spine nella testa e negli occhi. Gesù era diventato completamente irriconoscibile. Durante queste sofferenze estreme, il nostro Salvatore è rimasto mite. I carnefici non potevano sopportare il Suo sguardo amorevole e misericordioso, così Lo bendarono e continuarono a picchiarlo con insulti blasfemi per molto tempo.

Quarto mistero: Gesù porta la Sua croce al Calvario

Gesù viene nuovamente trascinato davanti a Pilato. La vista di questo Uomo dei Dolori avrebbe dovuto intenerire i cuori del popolo che Gesù aveva sempre benedetto con bontà. Al contrario! Appena apparve, straziato da capo a piedi e grondante di sangue, tutta la folla gridò: «Uccidere, uccidere, crocifiggerlo!»

Allora Pilato ordinò che si facesse secondo la volontà dei Giudei, e lasciò che Gesù fosse crocifisso.

Dopo aver giocato di nuovo con Lui, i soldati Gli strapparono la veste scarlatta, Gli restituirono i vestiti e Lo trascinarono fuori dalla città per essere crocifisso.

Così Gesù, carico della Sua croce, si avviò verso il luogo chiamato Calvario, o in ebraico Golgota. Dopo di Lui camminavano due malfattori, che dovevano subire la pena di morte.

Sulla via del dolore, la Vergine Maria venne davanti a Suo Figlio Gesù. Le parole non possono descrivere il dolore di questo incontro tra il Figlio sacrificato e la Sua Madre amorosa. Tutte le sofferenze dell’umanità messe insieme non possono essere paragonate all’infinito dolore di Gesù e Maria.

Mentre la processione stava per lasciare la città, i soldati, temendo che Gesù morisse prima di raggiungere il Calvario, obbligarono Simone di Cirene, un artigiano di passaggio, a portare la croce di Gesù. Quest’uomo, inizialmente sconvolto, fu toccato dall’infinita dolcezza del condannato. E ha portato la croce dell’ignominia con amore e valore.

Seguì una grande folla e delle donne che piangevano e si lamentavano.

Gesù Si rivolse a loro.

«Figlie di Gerusalemme, non piangete per Me», disse, «ma piangete per voi stesse e per i vostri figli…» Cioè: «Non versate lacrime di inutile emozione per Me. Piangete sui vostri peccati che sono la causa delle Mie sofferenze e della Mia morte. Chiedi perdono a Dio e cambia la tua vita…».

Dopo una salita dolorosa, abbiamo raggiunto la cima del Calvario…

Quinto mistero: Gesù è crocifisso e muore sulla croce

Verso mezzogiorno Gesù fu inchiodato alla croce per morire.

Hanno crocifisso i due ladroni con Lui, uno alla Sua destra e uno alla Sua sinistra, con Gesù nel mezzo.

Così si è adempiuta la parola della Scrittura: «È stato messo nella schiera dei malvagi».

E Gesù disse:

«Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno!»

Intorno al crocifisso c’era una grande folla di gente che guardava Gesù e Lo scherniva. Anche i passanti Lo bestemmiavano; Gli dicevano, scuotendo la testa:

«Bene! Tu che hai distrutto il Tempio di Dio e lo hai ricostruito in tre giorni, salva Te stesso! Se sei il Figlio di Dio, scendi dalla croce!»

Ma Gesù non volle scendere dalla croce: il Suo Amore esigeva che soffrisse ancora, che soffrisse fino alla morte per espiare i nostri peccati e aprirci il Paradiso.

Anche i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani lo deridevano:

«Ha salvato altri», gridavano, «e non può salvare Se stesso! Se Egli è il Cristo, il Re d’Israele, scenda ora dalla croce e noi crederemo in Lui. Ha riposto la Sua fiducia in Dio: che Dio ora Lo liberi, se Lo ama! Non ha forse detto: “Io sono il Figlio di Dio”?»

I soldati stessi non Gli risparmiarono i loro insulti:

«Salva dunque Te stesso, se sei il re dei Giudei!»

Anche i due criminali, crocifissi con Lui, Lo coprirono con il loro sarcasmo.

Ma presto, mentre uno dei due continuava a bestemmiare, dicendo:

«Se Tu sei il Cristo, salva Te stesso e noi con Te!»

L’altro lo rimproverò aspramente, dicendo:

«Non avete dunque timore di Dio, voi che soffrite lo stesso tormento? Per noi è la giustizia; riceviamo la punizione meritata dai nostri crimini. Ma questo non ha fatto nulla di male».

Poi, rivolgendosi a Gesù:

«Signore», Gli disse, «ricordati di me quando arriverai nel Tuo regno!»

Gesù gli rispose:

«Vi dico la verità: oggi sarete con Me in Paradiso.»

In piedi accanto alla croce c’erano Sua Madre e la sorella di Sua Madre, Maria, la moglie di Cleofa, e Maria Maddalena.

Gesù guardò Sua Madre e accanto a Lei c’era Giovanni, il discepolo che amava, e disse a Sua Madre:

«Donna, ecco Tuo figlio!».

Poi disse al discepolo:

«Ecco tua Madre!»

E da allora il Discepolo La prese nella sua casa.

Giovanni qui rappresentava tutti i fedeli. In lui Maria ci ha adottati tutti come Suoi figli.

Gesù era stato crocifisso verso mezzogiorno; ha agonizzato sulla croce per tre ore. Poi l’oscurità si diffuse su tutto il mondo. Il sole aveva perso tutta la sua luce.

Verso le tre Gesù gridò con voce straziante:

«Mio Dio! Mio Dio! Perché Mi hai abbandonato?»

Nessuno potrà mai comprendere l’infinito dolore che il nostro Salvatore soffrì allora… Avendo preso su di sé tutti i nostri crimini, Si è visto odioso a Dio Suo Padre, Purezza infinita…

Poi Gesù disse:

«Ho sete!»

Aveva sete delle nostre anime, per la cui salvezza ha versato l’ultima goccia del Suo sangue.

«Tutto è consumato!» sospirò il divino Condannato.

Poi gridò a gran voce:

«Padre! Affido la Mia anima nelle Tue mani!».

Mentre pronunciava queste parole, ha chinato il capo ed è spirato…

Fermiamoci un momento per ringraziare Gesù per la salvezza che ha ottenuto per noi con la Sua morte.

«Ti adoriamo, o Gesù, e Ti benediciamo perché hai redento il mondo con la Tua santa croce».

Quando Gesù spirò, il velo del Tempio si squarciò nel mezzo, dall’alto verso il basso; la terra tremò, le rocce si spaccarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi dei santi, che erano morti, risuscitarono. Sono risorti dalle loro tombe e sono venuti nella Città Santa e sono apparsi a molti dopo la resurrezione di Gesù.

Il centurione che era in piedi davanti alla croce, sentendo il forte grido di Gesù mentre stava morendo, e vedendo tutto quello che stava succedendo, diede gloria a Dio e gridò:

«Quest’uomo era veramente il Figlio di Dio!»

E quelli che facevano la guardia a Gesù con lui, essendo sbalorditi alla vista del terremoto e degli altri prodigi, dissero a loro volta:

«Sì, quest’uomo era giusto! Era davvero il Figlio di Dio!»

E tutta la folla, che era venuta a vedere Gesù morire, nello stupore di tutte queste cose, tornò a Gerusalemme, battendosi il petto.

Misteri gloriosi

Primo mistero: Gesù risorge nella gloria

Il giorno dopo la morte di Gesù, che era il sabato, i capi dei sacerdoti e i farisei si riunirono e andarono da Pilato:

«Signore», gli dissero, «ci siamo ricordati che mentre era vivo questo ingannatore disse: “Dopo tre giorni risorgerò”. Ordina dunque che il sepolcro sia conservato fino al terzo giorno, affinché i Suoi discepoli non vengano a portarlo via di nascosto e dicano al popolo: “È risorto dai morti”. Quest’ultimo inganno sarebbe ancora peggiore del primo.

– Hai delle guardie», disse Pilato, «vai e sorveglialo come sai fare».

Così andarono e sigillarono accuratamente la tomba, dopo essersi assicurati, naturalmente, che il corpo di Gesù fosse lì. Hanno sigillato la pietra e vi hanno messo delle guardie.

E la mattina del terzo giorno ci fu un violento terremoto. Un angelo del Signore scese dal cielo, si avvicinò alla pietra, la rovesciò e vi si sedette sopra. Il suo volto brillava come un fulmine, la sua veste brillava come neve.

Le guardie erano terrorizzate e in preda al panico, ed erano come morte.

Il giorno dopo, al mattino presto, alcune delle donne che avevano seguito Gesù andarono alla tomba, portando spezie per imbalsamare il Suo corpo.

Quando arrivarono, videro che la pietra che aveva chiuso la tomba, che era un enorme blocco di roccia, era stata rotolata indietro. Quando le donne entrarono nella tomba, videro che era vuota, e rimasero sgomente.

Ma ecco, in piedi accanto a loro, apparvero due angeli, vestiti con abiti splendenti. Le donne erano spaventate e chinarono la testa a terra:

L’Angelo, che era seduto alla destra, disse loro: «Non abbiate paura. So che state cercando Gesù di Nazareth che fu crocifisso. Perché volete trovare il vivente tra i morti? Non è più qui! È risorto, proprio come aveva detto! Venite a vedere il luogo dove il Signore è stato deposto… Ricordate quello che vi disse quando era ancora in Galilea: “Il Figlio dell’uomo deve essere consegnato nelle mani dei peccatori ed essere crocifisso, e il terzo giorno risorgere”.

«E ora andate senza indugio a dire ai Suoi discepoli e a Pietro che è risorto. Egli vi precederà in Galilea. Lì Lo vedrete, come Lui stesso vi ha detto… Questo è il messaggio che dovevo realizzare con voi».

Non appena le donne lasciarono la tomba, alcune delle guardie tornarono in città e raccontarono ai capi dei sacerdoti tutto quello che era successo.

Questi si riunirono in consiglio con gli anziani del popolo, e dopo aver deliberato, diedero ai soldati una grande somma di denaro, con questa istruzione:

«Dite che i Suoi discepoli sono venuti durante la notte e l’hanno portato via mentre voi dormivate. E se il governatore dovesse venire a sapere qualcosa, lo vinceremo e vi salveremo da tutti i problemi». Infatti qualsiasi soldato che dormiva durante una fazione era punibile con la morte secondo la legge romana.

I soldati presero i soldi e fecero come gli era stato detto. E questa favola si diffuse tra gli ebrei e si ripete ancora oggi.

Durante un periodo di quaranta giorni, Gesù risorto apparve alla Sua santa Madre, a Maria Maddalena e alle altre donne, a Pietro e più volte ai Suoi apostoli e a un gran numero di discepoli. Ha insegnato loro, li ha confermati nella fede e li ha preparati per la loro grande missione di evangelizzare il mondo.

Secondo mistero: Gesù ascende al cielo

Un giorno, Gesù risorto era con i Suoi discepoli riuniti. Egli disse loro:

«Ecco, le parole che vi ho detto quando ero ancora con voi si sono compiute. Perciò era necessario che si adempissero gli oracoli che mi riguardano nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi».

In quel momento Egli aprì le loro menti e diede loro la comprensione delle Scritture.

Poi disse loro:

«Questo è ciò che è stato scritto. Sì, il Cristo ha dovuto soffrire e il terzo giorno risorgere dai morti. E ora la penitenza e la remissione dei peccati devono essere predicate nel Suo nome a tutti i popoli, cominciando da Gerusalemme.

«Voi siete i testimoni di queste cose.»

Gesù annunciò poi la venuta dello Spirito Santo:

«Riceverete la potenza dello Spirito Santo che scenderà su di voi; e Mi renderete testimonianza in Gerusalemme, in tutta la Giudea, in Samaria e fino agli estremi confini della terra».

Dopo queste parole, Gesù condusse i Suoi discepoli fuori da Gerusalemme in direzione di Betania.

Quando raggiunse il Monte degli Ulivi, alzò le mani e li benedisse.

Mentre li benediceva, salì in cielo in loro presenza.

Presto venne una nuvola e Lo nascose alla loro vista.

Ed è entrato in cielo, dove è seduto alla destra di Dio.

I discepoli Lo stavano ancora cercando con gli occhi, salendo in cielo; ed ecco che due uomini, vestiti di bianco, apparvero in piedi accanto a loro e dissero:

«Uomini di Galilea, perché state qui con gli occhi fissi al cielo? Lo stesso Gesù che è appena salito di mezzo a voi in cielo, un giorno scenderà da lì, proprio come Lo avete visto salire».

Poi, dopo essersi prostrati in adorazione, i discepoli lasciarono il Monte degli Ulivi e tornarono a Gerusalemme con l’anima inondata di gioia.

Ogni giorno erano nel Tempio, lodando Dio e benedicendolo.

Più tardi andarono a predicare in tutto l’universo e il Signore, lavorando con loro, confermò la loro parola con molti miracoli.

Terzo Mistero: Lo Spirito Santo scende sulla Vergine Maria e sugli Apostoli

Dopo che Gesù era salito al cielo, i discepoli lasciarono il Monte degli Ulivi e tornarono alla città di Gerusalemme. Si rifugiarono nel Cenacolo dove, giorno dopo giorno, perseverarono, intimamente uniti nella preghiera con le sante donne, con Maria, la Madre di Gesù, e i parenti del Signore.

L’assemblea era composta da circa centoventi persone.

Dopo nove giorni, improvvisamente si udì un suono dal cielo, come un forte vento che si avvicinava, e risuonò in tutta la casa dove erano seduti. Allo stesso tempo, videro un fuoco, da cui uscirono lingue di fiamma che si posarono su ognuno di loro. E subito furono tutti riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in diverse lingue, come lo Spirito Santo li faceva parlare.

In occasione della festa, c’erano a Gerusalemme ebrei sinceramente religiosi da tutte le nazioni sotto il cielo. E quando udirono questa meraviglia, si riunì una grande moltitudine, ed erano tutti sconvolti perché ognuno sentiva i Discepoli parlare nella propria lingua. Erano tutti stupiti, e nel loro stupore gridavano:

«Non sono forse Galilei tutte queste persone che parlano? Com’è dunque che ognuno di noi li sente parlare nella sua lingua madre?».

Nel loro orrore e stupore si dissero l’un l’altro:

«Cosa significa questo?»

Altri, invece, hanno riversato la loro derisione.

Pietro, che era stato nominato da Gesù come capo degli apostoli, parlò alla moltitudine di Gesù crocifisso e risorto dai morti.

Circa tremila di coloro che lo ascoltarono credettero alla sua parola e furono battezzati.

Quarto Mistero: La Beata Vergine Maria ascende al cielo

Dall’Ascensione, la vita della Beata Vergine era stata un lungo e indicibile martirio d’amore. La Madre di Dio è stata spesso vista salire le pendici del Calvario, accompagnata dalle sante donne, o appoggiata al braccio di Giovanni, Suo figlio adottivo. Si fermava nei luoghi segnati da una particolare sofferenza di Gesù, e faceva rivivere nel Suo cuore ogni scena del dramma cruento. Arrivava al sepolcro di stazione in stazione, bagnandolo con le Sue lacrime e desiderando di non poterlo mai lasciare.

Viveva in una piccola casa adiacente al Cenacolo, vicino al quale c’era un santuario dove San Giovanni offriva il divino Sacrificio della Messa. Ogni giorno, Maria aveva la gioia di ricevere la Santa Comunione.

L’umile dimora di Maria era diventata la meta del più venerato pellegrinaggio della Chiesa nascente. Gli apostoli, che L’amavano come la più santa e tenera delle madri e la circondavano di omaggi come la più augusta delle regine, vennero a imparare da Lei a conoscere meglio il Salvatore per dedicarsi più generosamente alla Sua opera; e fu ai Suoi piedi che portarono i primi discepoli per confermarli nella fede e nella carità.

Quando ebbe completato la Sua missione, Maria fu avvertita dall’Arcangelo Gabriele della Sua morte imminente. Allo stesso tempo, gli apostoli, ispirati dal cielo, lasciarono i paesi che stavano evangelizzando per ricevere l’ultimo respiro del loro amato Sovrano. Tutti scoppiarono in lacrime al pensiero che stavano per perdere una tale Madre:

«Figli Miei», disse loro Maria, «non piangete per quello che vi lascio, ma rallegratevi perché vado da Mio Figlio e passo dalla tristezza alla gioia. In cielo, continuerò ad amarti, a vegliare su di te e a mostrarmi tua Madre».

Poi la Vergine Immacolata consegnò la Sua anima benedetta nelle mani di Suo Figlio, dolcemente, soavemente, senza trasporti straordinari.

Ma il Suo corpo non doveva sperimentare la corruzione della tomba. E così, tre giorni dopo la Sua morte, l’anima immacolata di Maria venne a rianimare il Suo corpo verginale, e la Vergine purissima salì trionfalmente al cielo.

Quinto Mistero: La Beata Vergine Maria è incoronata in cielo

Salendo al cielo, la Beata Vergine Maria è incoronata Regina del cielo e della terra. Ovunque Gesù è re, Maria è regina. È sovrana degli Angeli, dei Santi e di tutti gli umani. È soprattutto la loro madre.

La Vergine Maria, immacolata nella Sua concezione, fu, tra tutte le creature, la più fedele a Dio, la più intimamente unita a Lui, la più umile e obbediente. La Sua corona supera dunque quella di tutti gli eletti e il suo regno non avrà mai fine.

Fin dai primi giorni della storia umana, subito dopo il peccato originale di Adamo ed Eva, Dio promise ai nostri primi genitori un Redentore che avrebbe espiato il loro peccato e riaperto il Paradiso, che era stato chiuso dalla loro ribellione contro Dio. Poi, rivolgendosi a Satana che aveva ingannato Adamo ed Eva, Dio annunciò la Redenzione e la Sua vittoria sulle forze dell’inferno, attraverso la Sua Santissima Madre. Dio disse a Satana: «Io porrò inimicizia tra te e la Donna, tra la tua razza e la Sua. Lei ti romperà la testa e tu cercherai di morderla nel tallone».

Maria è la donna annunciata nell’Apocalisse, vestita di sole, coronata di stelle, inseguita dalla bestia con sette teste e dieci corna, che è nel cuore della battaglia per la salvezza delle anime. Maria è intimamente associata alla salvezza particolare di ogni persona. Se nessuna anima va al Padre senza la mediazione di Gesù, nessuna anima arriva a Gesù senza che Maria la porti a Lui.

I Santi più illuminati ci assicurano che nessuna anima che ama Maria può essere eternamente dannata.

Che l’amore per la Madre di Dio ci sostenga nella lotta, rafforzi il nostro coraggio e la nostra fedeltà a Dio. A Fatima nel 1917, la Madonna fece questa solenne promessa: «Alla fine, il Mio Cuore Immacolato trionferà!»

Supplichiamola, recitando molti rosari, di adempiere finalmente la Sua grande promessa e di offrire al Suo divino Figlio questa vittoria decisiva sulle forze del male. Allora la terra sarà rinnovata e vivremo tutti come veri figli di Dio, in amore e armonia.

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