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Sacra Famiglia

Il miscredente e la bottiglia di vino.

In una locanda, un contadino stava bevendo un bicchiere di vino vicino a un signore che presto iniziò una discussione con lui su questioni religiose, e soprattutto sul principio che si deve credere solo a ciò che si vede. Quando il suo interlocutore non gli rispose, il signore si rivolse a un terzo ospite a un tavolo vicino. Questo lo costrinse a voltare le spalle al suo primo vicino, che approfittò della distrazione per svuotare la sua bottiglia e bere il suo vino. Quando l’altro si girò, notò la sua bottiglia vuota ed esclamò: «Hai bevuto il mio vino! – L’hai visto? – No, ha dovuto rispondere l’ateo. – Se non l’hai visto, non hai il diritto di accusarmi, perché poco fa hai affermato che credi solo a ciò che vedi». Grande scoppio di risate in tutto il pubblico, con grande vergogna del libero pensatore.

Il principio del miscredente: non credo a ciò che non vedo, è così assurdo che persone che non sono mai state a Roma, Parigi, Londra, avrebbero il diritto di contestare l’esistenza di queste città.

Il ritratto di Calvino.

Il re d’Inghilterra una volta mostrò a sua moglie, la regina Henrietta, un ritratto di Calvino dipinto dal famoso Van Dyck. Calvino è mostrato con una penna in mano e gli occhi rivolti al cielo, presumibilmente per indicare che i libri dell’eresiarca contengono una dottrina ispirata da Dio. La regina considerò il quadro per qualche tempo, e disse al re, che chiedeva il suo parere: «Non c’è da meravigliarsi che Calvino abbia scritto così tanti errori; non fa nemmeno attenzione a quello che scrive». In effetti, i riformatori cercavano meno la verità che la soddisfazione di certe passioni personali.

Gli eresiarchi spesso consideravano le questioni religiose come nient’altro che pretesti per l’interesse personale.

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