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Notre Dame du Laus

Il mese di Maria nel cottage dei poveri

Un giorno, il parroco di Saint-Maurice d’Angers vide un contadino di Le Genêt, la sua vecchia parrocchia, entrare in casa sua. Era un uomo forte e vigoroso che non aveva ancora trent’anni. Il suo volto annunciava bontà, rettitudine e pietà.

«Sei tu, Pietro, gridò il parroco, felice di rivederlo. Come stiamo andando a Le Genêt? I raccolti sono buoni? La sua famiglia è in buona salute? Ma tu sembri molto serio, ragazzo mio?

– Ah, Signor Cura, disse il contadino con un certo imbarazzo, è perché sto facendo una grande impresa. Vado al monastero trappista che si trova oltre Le Mans, sulla strada per Parigi.

– Stai andando al monastero trappista!

– Mio Dio, sì. Ci dicevi così spesso che non potevamo fare troppo per il buon Dio; alla fine, ho deciso di lasciare tutto per Lui.

– Ma tua madre aveva bisogno di te. È una povera vedova e la fattoria è pesante per lei?

– Ecco perché non mi sono affrettato, padre. Sono più di dieci anni che tuono nel mio cuore per diventare monaco. Aspettavo che il mio fratellino Giovanni fosse arruolato. Ha fatto un buon numero e ora è libero. Ho pensato che potevo andarmene.

– La tua brava mamma, di cui eri il sostegno, come hai fatto a farglielo prendere?

– Ah, Padre, il mio cuore sanguina ancora… No, pensavo che non l’avrei mai superato. Sospettava che avessi un piano che non volevo raccontare. D’inverno, vicino al fuoco, quando eravamo lì, lei che filava, io che pensavo, il suo fuso si fermava spesso. Lei mi guardava, io aprivo la bocca, niente da fare! Le mie ginocchia fremevano, le mie labbra tremavano, il mio cuore gelava il resto del mio corpo, e la mia bocca era senza parole. Mi dispiaceva per mia madre. “Pietro, mi disse, oh, figlio mio, se non ti piace tutto, dimmelo. Vuoi sistemarti nella tua famiglia? Non siamo ricchi, ma abbiamo una buona reputazione. Tuo padre ha vissuto ed è morto come un santo, e ogni famiglia onesta del paese stimerà la nostra alleanza”. Più mia madre mi pressava, più temevo di confessarle che stavo pensando ad altro, e che volevo andare via come monaco. Infine, l’altra sera, mia madre, dopo averci riunito per aprire il mese della buona Vergine, è rimasta in preghiera da sola con me, mentre gli altri erano andati via. Mi venne in mente che quello era il momento, e il mio pensiero mi sfuggì improvvisamente. “Mia madre, le ho detto, se me lo permetti, vado alla Trappa, pregherò per te e farò penitenza”. Ah, mio Dio, quando si pensa di dover dire cose del genere!

Mia madre rimase per un momento tremante, lì, davanti ai miei occhi, senza parlare, e come senza respirare; poi rimanendo in ginocchio e con gli occhi rivolti al cielo, tranquilla: “Pietro, disse, il buon Dio è il tuo primo Padre, la religione la tua prima madre; essi vengono prima di me. Vai avanti, visto che ti chiamano nel tuo cuore. Se ti fermassi per un quarto d’ora quando si tratta della perfezione della tua anima, morirei di dolore. Mi hai amato bene e mi hai assistito bene. Ti benedico”. Ritornò a guardare l’immagine della buona Vergine e ricominciò a pregare.

Non ce la facevo più, padre. Sono uscito per respirare quasi più facilmente. Ma era il momento di portare il bestiame, e i miei buoi, che camminavano al loro passo, vennero da me e cominciarono a guardarmi come se mi avessero detto: “Nostro padrone, perché te ne vai?” Sono fuggito nei campi, incapace di sfuggire al mio dolore. Nemmeno gli alberi che avevo piantato e potato, nemmeno la terra che avevo seminato, volevano fermarmi in campagna come i miei poveri buoi!

Vergine benedetta, come il nostro cuore ha radici qui sulla terra! Mi sono buttata in ginocchio, ho pregato, ho preso il mio crocifisso e le ho chiesto aiuto, perché mi mancava il coraggio. Lì, guardando Nostro Signore sulla croce, mi sono vergognato di essere così codardo, e questa è stata la fine. Non ho dormito a casa. Non volevo rivedere ciò che mi aveva scosso; e la mattina, prima dell’alba, me ne andai. Sono passato per la nostra parrocchia mentre dicevano la prima messa; questo mi ha rimesso tutto nel cuore; ed eccomi qui, per salutarvi e ringraziarvi per i buoni sentimenti che mi avete dato nella mia gioventù.

– È bene, mia caro bambino, disse il sacerdote, tu obbedisci al buon Dio. Ma perché ha preferito la Trappa di Mortagne, che è così lontana dal suo villaggio, quando aveva la Trappa di Bellefontaine nelle vicinanze?

– L’ho pensato spesso, padre; sarebbe stato più conveniente, come dice lei. Ma vedete, ho sperimentato che sono un codardo in amicizia. Se, una volta sotto il cofano, la nostra gente fosse venuta da me piangendo, mi sarebbe importato? Ero in grado di buttare via la tunica, e come minimo di avere il cuore spezzato per molto tempo. Ora, quando ci si dà al servizio del buon Dio, è mia opinione che si debba entrare con gioia e rimanere contenti. Non sarebbe meglio cominciare dall’inizio con il più difficile, per perseverare di più?

– Infatti, amico mio, osserva il sacerdote, è alla perseveranza che dobbiamo tendere. Lei è giovane e forte, e nelle austerità del monastero trappista, la vita può sembrare lunga.

– Ah, Signor Cura, per questo è più finito di quanto si è abituati a pensare; e non si tarda ad arrivare alla fine. Tutto ci dice in questo mondo che la vita è breve. L’altra settimana stavo pescando in uno stagno. Era largo, profondo, un terribile ammasso d’acqua; beh, conoscete il stagno dei Due Abaloni. Ebbene, quando abbiamo tolto la saracinesca e ha cominciato a scorrere, in poco tempo tutta quell’acqua è scomparsa; e mi sono detto: ecco come la vita di questo mondo scorre e si esaurisce per essere inghiottita nell’eternità del buon Dio, che ci guarda immobile come sono io qui sul bordo di questo stagno. E poi, Padre, sia che corriamo o camminiamo, arriviamo comunque alla nostra ultima ora. Ce l’hai detto tu. E poi, cosa può dare conforto all’anima che aver fatto per il buon Dio tutto quello che si poteva fare! Questo è ciò che mi spinge alla penitenza. Allora, addio, Padre, benedicimi; l’acqua scorre, la vita passa, sono ansioso di portare qualcosa al buon Dio.

Il parroco benedisse Pietro, lo salutò e si mise a pregare; e quando ebbe pregato, scrisse ciò che il contadino aveva detto, perché si ricordasse e nutrisse il suo cuore delle opere di Dio nelle anime che Egli ha scelto per Sé.

(Padre Huguet)

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