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Cuore eucaristico di Gesù

Il più grande oratore d’Irlanda e il più umile cristiano.

Non c’è un nome più popolare in Irlanda di quello di Daniel O’Connel, al quale questa nazione deve la sua emancipazione. Leggiamo nel magnifico stemma della famiglia O’Connel questo bellissimo exergue: «L’occhio di O’Connel è la salvezza dell’Irlanda».

Alla vista di O’Connel, la gioia scoppiò su ogni volto, il giubilo inondò ogni cuore. In presenza di O’Connel il popolo irlandese sembrava dimenticare le sue miserie e le sue angosce; tutti quelli che lo vedevano non si stancavano mai di vederlo; tutti quelli che lo ascoltavano non si stancavano mai di ascoltarlo. – «Vedetelo, ha detto Padre Ventura, circondato da seicentomila persone. Come hanno tutti gli occhi fissi su di lui! È nostro padre, dicono, il nostro amico, il nostro liberatore.

Chi può superarlo in pietà? In mezzo alle numerose sollecitazioni del suo apostolato politico, sotto il peso dei pensieri più gravi, non mancò mai di partecipare alla messa tutti i giorni e di accostarsi alla santa tavola più volte alla settimana.»

Aveva una grande devozione per il Santissimo Sacramento, e non contento di onorarlo in sé, lo ha vittoriosamente rivendicato e difeso contro le bestemmie dell’eresia in un ammirevole trattato che scrisse su questo adorabile mistero.

Ecco una storia toccante della vita di questo grande uomo, raccontata recentemente da un irlandese a Monsignor Dupanloup, che l’ha riportata in un discorso molto eloquente. Citiamo:

«Questo irlandese era un grande ammiratore di O’Connell, e spesso andava a sentirlo alla Camera dei Comuni. Una sera dell’inverno di febbraio, ci fu un grande dibattito in Parlamento, che andò avanti fino alle due del mattino: O’Connell parlò per ultimo e per quasi due ore. L’irlandese di cui parlo aveva sentito dire che era abitudine di O’Connell fare la comunione ogni domenica e giorno di festa alla messa delle sei in una delle povere cappelle cattoliche che si trovavano allora a Londra. Si disse: “Qui ho un’eccellente opportunità di vedere quanto sia fedele alle sue abitudini religiose”. Con questo pensiero si recò, con un tempo terribile, alla piccola cappella; ma la sua tristezza fu grande nel trovarvi solo poche cameriere e poveri operai. Ma si disse che una giornata di così grande fatica conclusa con un lungo discorso a un’ora così tarda della notte, era una scusa sufficiente. Poi ben presto i suoi occhi si abituarono all’oscurità della povera cappella e vide, appoggiato a un pilastro, un uomo alto avvolto in un mantello. Il suo cuore gli disse chi era quest’uomo. Al momento della comunione, O’Connell, perché era lui, si tolse il mantello e andò ad inginocchiarsi alla Sacra Tavola, tra i suoi poveri compaesani.»

Alla devozione al Figlio, questo grande uomo unì la pietà a Maria. «Chi fu mai, dice Padre Ventura, più tenero di lui per la Regina del Cielo, più zelante per il Suo culto?» Trasportato da uno straordinario sentimento di devozione a Maria, una volta fece un magnifico elogio di lei in presenza di più di centomila cattolici e protestanti. – Dopo il famoso discorso da lui pronunciato allo scopo di far aprire ai cattolici le porte del Parlamento, e mentre si svolgevano i solenni dibattiti tra gli oratori più famosi su questa questione, in quel terribile momento da cui dipendeva la libertà o la sottomissione dell’Irlanda, O’Connel se ne stava ritirato in un angolo, recitando il rosario in onore della Santa Vergine distruttrice di tutte le eresie. Aveva posto la causa dell’emancipazione sotto la tutela di quella grande regina, ed era alla sua protezione che attribuiva tutto il successo dell’affare.

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