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Nostra Signora dell'Assunzione

Il dolce rimprovero di Maria.

Al tempo di Carlo Magno, un giovane signore ungherese era ardentemente innamorato della Madre di Dio. Recitava ogni giorno le Ore della Vergine con devozione angelica. Spesso aveva sentito nel suo cuore il desiderio di dedicare la sua vita al servizio della sua divina Regina, in uno degli ordini religiosi istituiti più specialmente in suo onore. Ma, essendo l’erede di ricchi possedimenti, la sua famiglia riuscì a convincerlo ad acconsentire ad una nobile alleanza.

Pochi giorni prima del suo matrimonio, essendo entrato in una chiesa, fece ritirare gli scudieri del suo seguito e cominciò a recitare la sua preghiera abituale. Quando giunse all’antifona di None, Pulchra es et décora, filia Jerusalem: Figlia di Gerusalemme, tu sei raggiante di bellezza e di grazia, la Vergine Maria gli apparve accompagnata da due angeli che stavano al suo fianco.

«Se sono bella, perché vuoi lasciarmi per un’altra moglie?» Gli disse; «non ho abbastanza attrattive per te?»

Il giovane signore, stupito, le rispose:

«O dolcissima Signora, lo splendore della Tua gloria supera tutta la bellezza del mondo, perché Tu sei esaltata sopra tutti i cori degli angeli. Cosa vuoi che faccia?

– Se tu lasci la tua sposa terrena per il Mio amore, Io stesso sarò la tua sposa in cielo».

Il giovane scudiero mise l’anello destinato alla sua giovane sposa al dito di una statua di Maria. Non volle tornare al suo maniero; corse ai piedi di un eremita, che lo introdusse in una beata solitudine, dove assaporò le consolazioni dell’amore celeste per il resto dei suoi giorni.

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