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Una storia per ogni giorno...

Nostra Signora dell'Assunzione

Il giornalista convertito.

Un giornalista della piccola stampa, per divertirsi di tanto in tanto, raccontava talvolta ai suoi lettori le conversioni avvenute a Notre-Dame des Victoires; si può presumere in che tono: lo spirito di Voltaire dominava i suoi resoconti. Aveva sempre qualche insulto da scagliare contro l’arciconfraternita; per esempio, era particolarmente affezionato a questa formula: «È di solito la domenica e alle nove di sera che il parroco di Notre-Dame des Victoires fa miracoli, ma lì, miracoli veri, ecc.»

Un lettore assiduo di questo piccolo giornale piacevolmente faceto ha preso sul serio l’avviso e si è detto: «Mio Dio, vorrei vedere un miracolo. L’editore di questo spiritoso giornale non sarebbe così insistente se non ci fosse qualcosa di serio. Devo vedere con i miei occhi e scoprirlo da solo.»

Così il nostro uomo andò al santuario benedetto di Maria una domenica sera; vi arrivò almeno mezz’ora prima dell’inizio della funzione, in modo da essere ben piazzato davanti all’altare privilegiato. Aveva preso una sedia e si era seduto. Il venerabile parroco salì sul pulpito; lo spettatore lo ascoltò, si sentì interessato, poi commosso, gli vennero le lacrime agli occhi, i ricordi della sua prima comunione, così potente, così dolce e così buona, gli tornarono a frotte. Infine, non poteva più sopportare, e non fece nulla per nascondere la sua emozione. Durante il saluto che seguì l’istruzione, pregò con fervore, e la mattina seguente andò a vedere un prete al quale raccontò ciò che gli era successo e ciò che aveva vissuto il giorno prima; si confessò e divenne un eccellente cristiano.

Il suo confessore allora gli disse: «Vedi, amico mio, come Dio sa servirsi di un elemento malvagio per operare il più grande bene. Lei si comporterebbe da buon cristiano se, a sua volta, potesse incoraggiare e soprattutto persuadere il suo giornalista a venire a vedere di persona i miracoli che si fanno così spesso a Nostra Signora delle Vittorie.

– Ma, Padre, non lo conosco affatto.

– Che importa, fare amicizia con lui in modo da portarlo in questo santuario dove tante cose meravigliose sono ammirate anche dai cuori più induriti o più freddi.

– Farò quello che posso», rispose il nuovo convertito, pieno di zelo per la salvezza di colui che si era guadagnato la sua senza il minimo sospetto.

Ecco il nostro buon cristiano che parte, cercando nella sua mente un modo per avvicinarsi al giornalista verso il cui ufficio si sta dirigendo. Chiese di lui; gli fu mostrato un armadietto dove l’editore era occupato a preparare il cibo ordinario per il suo giornale.

«Signore», disse il nostro convertito in segno di saluto, «sono venuto a ringraziarla dal profondo del mio cuore per tutto il bene che mi ha fatto il suo eccellente consiglio. Grazie ai vostri articoli, ho avuto la curiosità di andare a Notre-Dame des Victoires per vedere i miracoli che avete annunciato ai vostri lettori, e confesso che, nonostante la mia incredulità, sono stato costretto ad accettare le prove.

– Come, signore, ha visto un vero miracolo?» balbettò il giornalista, che cominciava a interessarsi alla conversazione, con stupore. «Confesso che potrei sbagliarmi», aggiunse con un leggero sorriso, «che credo molto poco in queste cose, e se ho consigliato ai miei lettori di andare in quella chiesa, era solo per scherzo; perché, per quanto mi riguarda, non ci sono mai stato e non ho alcun desiderio di metterci piede.

– Mi aspettavo la sua risposta, signor redattore; così sono venuto qui apposta per esortarla a vedere di persona, e penso che non ne sarà turbato. Desidero solo che tu sia favorito come lo sono stato io.

– Signore, le sono molto grato per il suo invito», rispose cordialmente il giornalista; «mi faccia il piacere di condividere la mia modesta cena di domenica prossima, e dopo lei sarà la mia guida per mostrarmi i miracoli che lei dice avvengano a Notre-Dame des Victoires. Confesso che tra ora e allora il tempo sembrerà lungo, perché sono molto curioso della mia natura.»

Ci separammo dopo uno scambio di cortesie reciproche, e il nostro nuovo convertito, un po’ turbato, tornò ad inginocchiarsi davanti all’altare di Maria, dicendole, nell’ingenuità del suo cuore: «Buona Madre, forse ho appena fatto un passo imprudente; perché se quest’uomo non è toccato, come me, dalla grazia dall’alto, sarà per lui una nuova occasione per insultarti. Prega, dunque, per lui, ti imploro, vieni in soccorso di questo povero peccatore».

Durante il resto della settimana, che sembrava molto lunga, non cessò di raccomandare il giornalista a Maria; la domenica mattina fece la comunione per lei. Quando arrivò la sera, andò a trovarlo e quest’ultimo, stringendogli cordialmente la mano, gli disse: «Temevo che ti saresti dimenticato del nostro appuntamento, al quale sono molto ansioso di non mancare. Vi assicuro che non posso spiegare il piacere che ho nel fare la vostra conoscenza e nell’accompagnarvi questa sera.»

La cena fu consumata in fretta, i due nuovi amici si misero in marcia e arrivarono a Notre-Dame des Victoires proprio mentre stava iniziando la funzione. Il giornalista rimase incantato nel sentire i canti religiosi; vide il suo compagno pregare con il più grande fervore, e non osò interromperlo; tuttavia, quando il degno parroco salì sul pulpito, sussurrò all’orecchio dell’amico: «A che ora avvengono i miracoli?

– Pazienza!» rispose l’altro; «pazienza!» E cominciò a pregare ancora più intensamente.

Il sermone (la Provvidenza è meravigliosa nei suoi incontri!) continuò sulla cattiva stampa, sul male prodotto dai giornali empi che diffondevano dottrine così deplorevoli e accumulavano tanta rovina morale in seno alla nostra società. Il venerabile sacerdote insisteva, – dimostrandole chiaramente, – sull’ignoranza e, quel che è peggio, sulla malafede di tutti quei follicolari che stavano pervertendo sempre più le nozioni di buon senso nella mente della gente.

Mi chiedo se il giornalista stesse ascoltando avidamente; sembrava che il sermone fosse solo per lui. Alla fine il predicatore concluse con un appello amorevolmente pietoso a questi poveri ignoranti, come li chiamava lui. «Vieni, vieni, disse, solo una volta qui, e quando avrai visto le nostre sante cerimonie, il raccoglimento dei fedeli, naturalmente non oserai più bestemmiare».

A queste parole, il giornalista si commosse; il suo amico lo guardò e disse tra sé: «Ecco la grazia all’opera! Ah, buona Vergine, un altro impulso e Tu conterai un’altra vittoria».

La funzione era finita da tempo, tutti erano usciti, eppure il nostro giornalista, in ginocchio, non vedeva nulla intorno a sé; era tutto in Dio. Il suo amico lo attirò fuori dalla chiesa e gli disse: «Come ti trovi?

– Ah, signore, come le sono grato! Che servizio mi avete reso! Sì, lo proclamo forte e chiaro: a Notre-Dame des Victoires si fanno miracoli e veri miracoli; lo sosterrò in vita e in morte.»

Il giornalista ruppe la sua penna, e attualmente, dedito ai santi rigori della penitenza in un austero convento, edifica con la sua profonda pietà tutti i religiosi, suoi compagni di clausura.

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