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Nostra Signora dell'Assunzione

Conversione straordinaria.

Quando si parla con certe persone delle numerose conversioni che avvengono nei nostri vicini d’oltremanica o in regioni non credenti, esse hanno sempre in bocca un certo proverbio con il quale respingono tutte le assicurazioni che vengono date loro sulla verità del fatto che viene raccontato. Oggi, per convincerli, racconteremo loro di nuovo la storia di una conversione miracolosa avvenuta, non al di là della Manica, non in Cina o nel paese di Anam, ma vicino, molto vicino a noi, così vicino che molti dei nostri lettori ne sono stati i felici testimoni. Non ci sarà dunque modo questa volta di dirci queste parole poco lusinghiere: «Una bella bugia che viene da lontano».

M. N… aveva ricevuto in uno dei migliori collegi di Parigi un’accurata educazione. Compie i suoi doveri religiosi, se non con grande fervore, almeno con regolarità, fino all’età di ventidue o ventitré anni. In questo periodo le sue idee subirono il più bizzarro capovolgimento; abbandonò ogni pratica pia e si armò di un cinismo che disperava di tutti coloro che si interessavano sinceramente a lui. Minare ad uno ad uno tutti i fondamenti su cui poggia l’augusto edificio della Chiesa cattolica, sollevare tutti i sarcasmi vomitati dalla scuola voltairiana contro i sovrani pontefici, i sacerdoti, le Sacre Scritture, in una parola contro tutto ciò che ha diritto al rispetto del cristiano, tale era l’inclinazione abituale, e l’occupazione della mente di questo sfortunato giovane, che sembrava essersi preso la responsabilità di spingere la discussione religiosa di sofisma in sofisma, di obiezioni in obiezioni, fino ai suoi ultimi limiti. Il signor N. non era, tuttavia, un empio nel pieno vigore di quel termine, così flagellante per uno che merita di portarlo. Rifuggiva dall’ateismo; il deismo gli si addiceva meglio, e più volte considerò seriamente di diventare protestante. Questo pallido schizzo delle disposizioni del signor N. dà solo un’idea molto imperfetta delle fluttuazioni della sua mente, che lo portarono, ahimè, agli ultimi parossismi del dubbio e dell’errore! Dato alla fatale dipendenza dai liquori forti, rovinò ben presto una costituzione abbastanza robusta, e le sofferenze fisiche di cui era afflitto non fecero che infondere nel suo carattere un’impronta di irritabilità che, unita alle sue frequenti, energiche e spaventose negazioni delle nostre più care credenze, rendeva molto difficile per sua sorella, una persona pia e di fede vivissima, che si prendeva cura di lui con la più costante devozione, ma che non aveva alcuna influenza diretta sul paziente. Vedendo che i ragionamenti più forti e conclusivi non facevano che aumentare il fuoco delle sue obiezioni, ricorse alla preghiera, e il suo zelo le fornì mille industrie per ottenere i più numerosi e ferventi suffragi in favore del fratello. Più volte gli associati delle Arciconfraternite di Nostra Signora degli Infermi e del Cuore Immacolato di Maria hanno invocato per lui la Salute degli infermi, il dolce Rifugio dei poveri peccatori. Più volte il Santo Sacrificio della Messa fu offerto nella cripta di Chartres per ottenere la guarigione della sua anima ancor più che quella del suo corpo, e molte mortificazioni furono praticate nel segreto del chiostro per ottenere la sua conversione! Tuttavia, la forza del paziente si stava indebolendo giorno dopo giorno. Un pio ecclesiastico e un medico tanto abile quanto buon cristiano, lo visitarono e parlarono con lui, e in presenza della mutevolezza e della stranezza delle sue opinioni, avevano infine perso ogni speranza di riportarlo a idee sane e rette. Perché non solo il signor N. è tornato alle sue obiezioni preferite dopo averle momentaneamente abbandonate, ma (forse, è vero, per un certo spirito di contraddizione) ha parlato di nuovo di abbracciare il protestantesimo.

Una mattina, quando si svegliò, gli sembrò di sognare. Egli tacque, e quando ruppe il suo silenzio, fu per dichiarare che la Beata Vergine gli era apparsa circondata di gloria e che questa vista gli aveva fatto una singolare impressione. Il signor N. raccontò quella che lui chiamava la sua visione al prete che veniva di tanto in tanto a parlare con lui. Ma ha lasciato tutto così. Tuttavia, questo pio ricordo gli tornava spesso alla mente. Una lotta suprema ebbe allora luogo nella sua anima. Furioso di vedere la sua preda sfuggirgli, lo spirito del male soffiò di nuovo in lui tutte le sue ripetizioni infernali. Così il buon vicario, che aveva tentato senza successo con il signor N. di fare un ultimo sforzo, lo lasciò, deciso a lasciare lavorare la grazia e a non tornare dal paziente se non chiedendo aiuto al suo ministero. Il diavolo pensava di aver trionfato, ma Maria non aveva ancora detto la sua ultima parola al cuore del paziente. Questa parola vittoriosa gli fece abbandonare le armi, perché richiamò spontaneamente il sacerdote, che si era allontanato dal suo letto di dolore tutto scoraggiato, si confessò con grandi sentimenti di fede, e ricevette nella sua anima, purificata dal pentimento, il Dio dell’amore, la cui delizia è di stare con i figli degli uomini, con i poveri esuli della terra.

Il signor N. visse per alcuni giorni dopo la sua conversione, che non cessò mai per un momento di attribuire alla potente mediazione di Maria. Nella sua ultima ora, l’ha invocata con una fede, un amore, una fiducia che poteva essere depositata nella sua anima solo dall’operazione veramente miracolosa di Nostra Signora della Vittoria.

Nota. – Una generosa offerta era stata promessa a Nostra Signora di Chartres dalla pia sorella di H. N… se avesse ottenuto la conversione di suo fratello. Questa somma fu dedicata al restauro della cappella di Santa Maddalena nella chiesa di Notre-Dame sous Terre.

(La Voix de Notre-Dame de Chartres, 1859)

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