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Nostra Signora del Purgatorio

Il purgatorio delle parole sconvenienti

In un monastero dell’Ordine di Citeaux, chiamato San Salvatore, due giovani ragazze di buona famiglia fecero professione e giurarono la loro verginità a Dio. Una si chiamava Gertrude, l’altra Margherita. Sono stati collocati nel coro, uno accanto all’altro. La prima, Gertrude, benché molto virtuosa, aveva l’infelice difetto di chiacchierare, e spesso rompeva il silenzio, un difetto in cui trascinò la sua compagna; questo le procurò una grave punizione dopo la sua morte. Una malattia l’ha portata via nel fiore degli anni. Era stata sepolta, secondo l’usanza, sul retro della chiesa. Una sera, quando le suore erano riunite per cantare l’Ufficio, apparve davanti all’altare, si genuflesse nel modo consueto e andò a sedersi accanto a Margherita. La buona sorella, a questa vista, è presa dalla paura, diventa pallida, tremante, pronta a crollare. Si affrettarono intorno a lei, si informarono sulla sua malattia e la prodigarono con mille trattamenti. Poi, senza dire una parola, si prostrò ai piedi della badessa, chiese la sua benedizione e cominciò a raccontare quello che le era successo. La defunta, aggiunge, subito dopo l’ufficio dei vespri e mentre veniva recitata la preghiera, si era alzata, aveva fatto un grande inchino a terra ed era scomparsa.

La prudente superiora, temendo che tutto ciò fosse il gioco di un’immaginazione turbata, o qualche illusione del diavolo, le diede questa istruzione: «Se Gertrude ti appare di nuovo, devi dirle la benedizione, alla quale lei risponderà, secondo la nostra usanza, Dominas: devi allora chiederle da dove viene e cosa vuole.»

Il giorno dopo, alla stessa ora, un’altra apparizione. Margherita la saluta: «Benedizione! – Dominas!» rispose il fantasma. – Mia cara sorella Gertrude, continuò la Suora, da dove vieni a quest’ora e cosa vuoi? – Sono venuta, disse, per soddisfare la giustizia divina nello stesso luogo dove ho peccato con voi, quando ho rotto il silenzio tante volte e ve l’ho fatto rompere per cose inutili durante le sacre cerimonie. Il giusto Signore vuole che lo ripaghi nel luogo e nelle circostanze in cui L’ho offeso. Oh, se tu sapessi quanto soffro! Sono tutto circondato dalle fiamme; la mia lingua soprattutto ne è consumata, senza trovare il minimo sollievo. Mia cara sorella, approfitta del mio esempio; metti un freno alle tue parole; dimentica che ti ho dato questo scandalo e non trascinare nessuno dopo di me, perché un tormento simile sarebbe riservato a te». È scomparsa.

Più volte tornò a chiedere le preghiere delle suore, finché, liberata dai loro suffragi, si accomiatò teneramente dalla sua compagna e andò, davanti ai suoi occhi, alla tomba dove era stata sepolta; sollevò la pietra e vi si adagiò per sempre.

Queste diverse emozioni ebbero un effetto così forte su Margherita che si ammalò gravemente e fu presto alla fine della sua vita. Si pensava addirittura che fosse morta. Ma fu solo una specie di estasi, durante la quale le furono rivelate cose ammirevoli dell’altra vita. Quando si riprese, le raccontò alle sue sorelle stupite, e le esortò a camminare sempre più nella coraggiosa via della mortificazione dei sensi. Da parte sua, divenne ferventemente fedele alla regola del silenzio, tenendo sempre presente la punizione inflitta a suor Gertrude. Era così attenta alle sue parole che si sarebbero potute applicare a lei le parole del Profeta Reale: Ho promesso di vigilare su me stessa, per non peccare con la mia lingua, e ho messo una barriera alle mie labbra.

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