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Nostra Signora del Purgatorio

Le anime liberate dal Purgatorio dalle sue preghiere lo salvano da una trappola fatale

Padre Louis Monaci, un religioso dell’Ordine dei Chierici-Minatori, molto devoto alle povere anime, viaggiava da solo, se un cristiano accompagnato dal suo angelo custode può mai pensare di essere solo. La notte arrivò mentre entrava in un paese deserto, che attraversò in fretta per raggiungere una casa dove potersi fermare fino al mattino. Nella fretta, il buon Padre non volle tralasciare una pia abitudine che aveva, quella di utilizzare anche il tempo del viaggio, e cominciò a recitare il rosario in favore delle anime dei fedeli defunti, perché in cambio lo proteggessero dai pericoli sempre seminati sotto i piedi del viaggiatore. Dio gli permise di sperimentare subito l’effetto della sua fiducia.

Non lontano dal luogo abitato che Padre Monaci cercava di raggiungere, due banditi vivevano con le bestie selvatiche e finirono per assumere alcune delle loro abitudini. Hanno visto il religioso arrivare da lontano, e subito è stato formato il piano per arrestarlo, e sono state prese le misure per realizzarlo. Avevano a che fare con un solo uomo, la cui difesa non offriva loro alcun grande pericolo. Così prepararono un’imboscata e aspettarono pazientemente la loro vittima, decisi ad ucciderla se avesse resistito. Un momento dopo, sentirono il suono di una tromba di guerra; si alzarono in fretta e si guardarono intorno. Il Padre avanzava a grandi passi, ma davanti a lui camminava un soldato armato di questa tromba, che suonava con tutta la sua forza, e intorno al chierico premeva una falange di soldati armati fino ai denti, che lo accompagnavano con onore, come si farebbe con un generale che prendeva possesso di un comando militare. Quanto a quello che sorvegliavano così bene, sembrava non avere idea di nulla, recitando tranquillamente il suo rosario e comportandosi come se fosse solo. I briganti immaginarono subito di essersi sbagliati sul costume, che l’uomo che avevano preso per un monaco era semplicemente un ufficiale mandato ad inseguire i banditi, e fuggirono il più velocemente possibile.

Il Padre, tuttavia, raggiunse il villaggio ed entrò nell’ostello dove sarebbe rimasto fino al giorno successivo. Dopo qualche istante, i nostri uomini, avvicinandosi alle case, chiesero dove fossero andate le truppe che avevano visto; sorpresi dalla loro richiesta, fu detto loro che non era apparso un solo soldato, e che l’unico straniero della serata era un povero religioso che era stato portato alla locanda, e che non era certo un guerriero nel suo aspetto. Sempre più stupiti, sicuri che i loro sensi non li avevano ingannati, dato che avevano sentito e visto, entrarono nella locanda, dove erano conosciuti, si avvicinarono al Padre con un pretesto e lo coinvolsero in una conversazione. Volevano sapere dove stava andando, da dove era venuto e poi, dopo qualche esitazione, cosa ne era stato di coloro che gli facevano da scorta. Monaci, a quest’ultima domanda, non sapeva cosa rispondere. «Sono venuto da solo, disse, e non so cosa intendi. – Ebbene, Padre, Dio avrà fatto qualche miracolo per voi: poiché vi giuriamo che avevate intorno a voi una scorta forte e brillante, confessiamo con un po’ di vergogna, che vi hanno salvato dalle nostre mani, e che voi dovete loro la vita, poiché non eravamo gente che si sottraeva all’omicidio».

Spaventato da questa confessione, il buon monaco pensò che le anime per le quali intercedeva avrebbero potuto prestargli questo aiuto nel momento del pericolo. Egli espresse questo pensiero, e i briganti ne furono così colpiti che decisero di abbracciare a loro volta questa devozione. Il Padre li esortò a seguire un tale buon pensiero, e per questo ad essere riconciliati con Dio: cosa che fecero immediatamente. Una stanza appartata fu trasformata in un confessionale, dove vennero uno dopo l’altro, con grandi sentimenti di contrizione, per confessare le loro iniquità e promettere di servire Dio in futuro come i Suoi migliori figli.

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