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Nostra Signora del Purgatorio

Il perdono di un’offesa allevia le anime sofferenti

I santi dottori Agostino e Gregorio riducono i suffragi offerti per i morti a quattro specie: sacrificio sacro, preghiera, digiuno ed elemosina. I teologi più recenti ne aggiungono un quinto, che è quello di perdonare un’offesa ricevuta con la stessa intenzione; e poiché questo atto ha qualcosa di più eroico e soprannaturale, è per questo stesso fatto di grande efficacia. Vediamo la prova di questo nel seguente miracolo.

In una città italiana, a Bologna, una ricca e nobile vedova aveva un unico figlio che amava molto e che era per lei come la pupilla dei suoi occhi. Questo bambino aveva l’abitudine di fare un gioco sulla pubblica piazza con altri della sua età, un gioco che amava. Un giorno, un estraneo che passava di lì disturbò il gioco con evidente cattiva volontà. Il bambino, che era vivace e perspicace per natura, gli gridò di stare zitto, e aggiunse alcune espressioni piuttosto dure. Quest’ultimo non fu meno irascibile: estrasse subito la sua spada, corse verso lo sfortunato bambino, lo colpì, gli piantò la spada nel petto e lo gettò a terra senza vita. Non appena compì questo crimine, ne sentì tutto l’orrore e, con la sua spada insanguinata in mano, cominciò a correre davanti a lui, finché, vedendo una porta aperta, vi si precipitò attraverso. Era la casa della sua vittima! Salì rapidamente le scale, senza sapere dove sarebbe andato a finire, e arrivò nell’appartamento della sfortunata vedova, che non conosceva. Per lei, alla vista di quest’uomo, di questa spada nuda coperta di sangue, rimase completamente senza parole. Fu solo una questione di poco tempo; infatti, sentendo lo straniero chiederle, in nome di Dio, asilo da coloro che lo inseguivano, la sua pietà si intenerì; lo rinchiuse in un nascondiglio, promettendo di non consegnarlo. Credeva che si trattasse di un omicidio involontario o sconsiderato, ed era completamente all’oscuro dell’occasione e della vittima.

Tuttavia, gli ufficiali della legge lo avevano seguito da vicino; lo videro entrare in questa casa e vi entrarono loro stessi poco dopo di lui, chiedendo a gran voce di lui. Lo cercarono in ogni angolo, sotto ogni mobile, ma invano. Quando lo videro, mentre stavano per ritirarsi, uno di loro disse: «Questa signora deve sapere che colui che è stato ucciso è suo figlio; non vorrebbe quindi, immagino, proteggere un tale assassino dalla giustizia».

A queste parole, che furono subito confermate da tutti gli altri, la povera madre sentì il suo cuore trafitto da un colpo mortale; cadde svenuta. Quando rinvenne, si pensò che sarebbe stato impossibile salvarla, tanto grave era stato il colpo. Ma ben presto una grande forza scese su di lei e, affidandosi alla Provvidenza, adorò i suoi eterni decreti, promettendo di perdonare per amore di Dio questo crudele insulto.

Inoltre, la grazia agendo sempre più nel suo cuore, decise di restituire il bene al male, e di fare per l’assassino di suo figlio ciò che avrebbe fatto per il proprio figlio. Senza indugio, andò a cercarlo nel suo nascondiglio, non lo rimproverò, gli diede una borsa, con un cavallo che aveva fatto preparare, e lo esortò a sfuggire alle conseguenze dell’omicidio con la fuga.

Quale fu la ricompensa per un così bel tratto di magnanimità cristiana? La pia madre, nel suo dolore, si era ritirata nella sua stanza davanti a un’immagine di Nostro Signore, e stava pregando per il suo caro defunto, quando egli le apparve splendente come un sole, con un volto felice, tenendo in mano la palma del trionfo: «Buone notizie, cara madre, le disse, asciuga le tue lacrime; metti fine al tuo dolore. Non dovete avere pietà di me, ma invidiare la mia sorte. La generosità cristiana che hai dimostrato ieri mi ha fatto uscire immediatamente dal purgatorio. Oh, quanto più ti devo per aver fatto nascere la vita eterna in questo modo che per avermi dato la vita del corpo! La giustizia divina mi aveva condannato a lunghi anni di sofferenza per le mie colpe; ma il tuo perdono ha completato l’espiazione in un istante, e io sono con il mio Dio, dove rimarrò per l’eternità. Rallegriamoci dunque e cantiamo i Suoi benefici».

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