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Sacra Famiglia - Gesù Maria Giuseppe

L’imperatore ariano e il principe ereditario.

Si sa che l’arianesimo era diffuso nell’antichità cristiana. Lo stesso imperatore Teodosio favorì gli ariani. Il vescovo Anfilochio andò da lui un giorno per fargli capire che il Padre veniva disonorato negando gli onori divini al Figlio. Ha chiesto di essere ricevuto dall’imperatore in presenza del principe ereditario. Entrando fece un profondo inchino all’imperatore, dando solo un semplice saluto al principe; l’imperatore si arrabbiò e gli ordinò di dare a suo figlio gli onori che gli spettavano. Questo è ciò a cui mirava il vescovo. «Grande imperatore», disse, «tu chiedi che tuo figlio sia onorato; anche Dio Padre vuole che a suo figlio siano dati gli onori divini che gli sono dovuti, vuole che sia onorato come se stesso». Poi pagò al principe gli onori prescritti. Questa osservazione fece impressione su Teodosio, ed egli professò la fede cattolica fino alla sua morte (383).

300 persone parlano senza lingua.

Unerico, re dei Vandali (477-484) era un ariano fanatico e perseguitava tutti coloro che credevano nella divinità di Gesù Cristo. A Typasa, in Mauretania, 300 cattolici avevano confessato a gran voce la divinità del Salvatore. Ordinò che le loro lingue gli fossero tagliate. Ma, oh meraviglia! Tutti i 300 conservarono l’uso della parola e cantarono inni in onore di Gesù Cristo. Hanno goduto di questo privilegio fino alla loro morte, ad eccezione di due, che sono poi caduti nel vizio. L’autenticità di questi fatti è garantita da diverse testimonianze contemporanee: 1. Il vescovo africano Vittore di Utica, che descrisse queste persecuzioni, riferisce che diversi confessori, ai quali Huneric aveva fatto strappare la lingua, vivevano alla corte dell’imperatore Zenone a Costantinopoli, e che tutti potevano constatare che parlavano senza lingua. Si dice che uno di loro sia il diacono Restitutus, venerato dall’imperatrice Adrienne. 2. Un altro contemporaneo, lo scrittore pagano Enea di Gaza, dice che lui stesso vide questi sventurati e li sentì parlare. «Mi hanno raccontato la loro storia. Ho fatto aprire loro la bocca e ho visto che le loro lingue erano state strappate. Non riuscivo a capire come parlavano questi uomini». 3. L’imperatore Giustiniano (527-565) dice che nella sua giovinezza conversò con vecchi senza lingua, e che fece inserire una nota speciale per loro nel suo codice. (Cod. lib. I. tit. xxvii.) 4. Lo storico Procopio, che visse sotto Giustiniano, riferisce anche che al suo tempo vivevano ancora diversi confessori che parlavano senza lingue. 5. Anche San Gregorio Magno, Papa, riferisce questo miracolo.

Il tiranno voleva, strappando la lingua a questi martiri, impedire loro di confessare la divinità di Gesù Cristo. Questo miracolo prova che Nostro Signore è Dio e che Ario è un eretico.

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