Cerca
Generic filters

Se non trovate quello che state cercando,
potete inviare un'e-mail:
apotres@magnificat.ca

Magnificat!

Per la conservazione del Deposito della Fede!
Che il Regno di Dio venga!

Una storia per ogni giorno...

Notre Dame du Laus

Fedeltà dei famosi artisti Haydn e Mozart a recitare il rosario

Haydn e Mozart erano cristiani sinceri. Si trova nella loro vita come nella loro musica quell’ordine, quella nobiltà, quella dolcezza e quella purezza che fanno la vera musica religiosa. Il grande Haydn non aveva paura di rivelare quello che considerava il segreto principale della sua ispirazione, che era sempre serena e felice. Quando si sentiva raffreddare o si fermava di fronte a difficoltà insormontabili, si alzava dal pianoforte, recitava il suo rosario e subito riceveva dalla preghiera il dono che voleva fare a Dio. A capo di tutti i suoi spartiti scrisse: In nomine Domini, e alla fine di ognuno di essi: Laus Deo.

Mozart, il Raffaello della musica, meraviglioso fin dall’infanzia e morto su un incomparabile pinnacolo di capolavori, quando aveva appena raggiunto la maturità della giovinezza; Mozart, portando il triplice fardello delle umiliazioni, della povertà e del genio, a Salisburgo, sotto la tirannia di un rozzo mecenate; a Parigi, nella società dei Grimm; a Vienna, nelle seduzioni del successo, non cessò per un momento, attraverso le sue tristezze e gioie, di essere umile e fervente cattolico. Pregava, faceva la comunione, recitava il suo rosario. Dopo il successo della sua sinfonia al concerto spirituale dell’Opera, recitò il rosario in ringraziamento. Compose una messa ex-voto per la felice liberazione di sua moglie incinta; scrisse a suo padre: «Poiché la morte, se la consideriamo bene, è la meta della nostra vita, da parecchi anni sono diventato così familiare con questo vero amico dell’uomo, che la sua immagine, lungi dall’essere spaventosa per me, non ha che dolcezza e consolazione! Ringrazio il mio Dio per avermi concesso la grazia di conoscere la morte come la chiave della nostra vera beatitudine. Non vado mai a letto senza pensare che, giovane come sono, potrei non alzarmi più l’indomani; e tuttavia, nessuno che mi conosce potrà dire che nell’abitudine della vita sono morigerato o triste; ringrazio ogni giorno il mio Creatore per questa felicità e la auguro con tutto il cuore a tutti gli uomini, miei fratelli».

Quel domani che Mozart attendeva con tanto coraggio maschile non tardò ad arrivare, e lo trovò tanto grande nell’anima e nella fede quanto lo era stato nel genio. Mozart ha lasciato la vita come teologo e filosofo, sorridendo a Dio e non degnandosi di dare al mondo un momento di rimpianto. «Voglio che tu mi veda morire», disse a sua cognata, incaricandola di sostenere e consolare sua moglie e i suoi sei figli. Tale era l’uomo di cui si può ancora dire ciò che Haydn, il suo amico immortale, disse: «Dichiaro davanti a Dio e come uomo onesto, che ritengo Wolfgang Mozart il più grande compositore di cui abbia mai sentito parlare».

(Padre Huguet)

Altre storie...