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Notre Dame du Laus

Il pio ricordo di una madre cristiana

Il signor Clement, uno dei più illustri predicatori del 18° secolo, fu chiamato, verso la metà della notte, a confessare un giovane signore che era appena caduto in apoplessia. Ci è andato. Trovò una casa in disordine, una moglie disperata, medici che usavano invano tutte le risorse della loro arte e un malato privo di sensi. La notte è trascorsa in questo tumulto. All’alba, essendo le chiese aperte, il confessore andò a dire messa in una cappella vicina, e disse una messa votiva della Beata Vergine per il malato. Mentre finiva, un lacchè venne in fretta a informarlo che il suo padrone aveva ripreso conoscenza. Che felice sorpresa fu per il religioso quando, arrivando da questo signore, fin troppo noto per la sua eccessiva dissolutezza, lo trovò pieno di sentimenti di profonda compunzione, chiedendo a Dio misericordia, più con i suoi sospiri e le sue lacrime che con le sue parole, e offrendo la sua vita con eroica generosità per l’espiazione dei suoi peccati! In questo stato d’animo, il malato si confessa, chiede gli ultimi sacramenti e li riceve. Infine, l’edificato e penetrato confessore chiese al suo penitente se non poteva immaginare cosa avesse potuto spingere il Signore ad operare questo grande miracolo di misericordia in suo favore. «Ahimè, Padre», rispose il malato, con la voce rotta dai singhiozzi, «ahimè, cosa avrebbe potuto spingerlo a farlo, se non la sua stessa misericordia, intenerita dalle tue preghiere, e forse da quelle della mia defunta madre?»

Questa illustre signora era stata un modello di pietà a corte e in città. Dopo alcuni anni di matrimonio, di cui il giovane duca era stato l’unico frutto, aveva perso il marito, a cui sopravvisse solo pochi mesi. Quando stava per morire, mandò a chiamare suo figlio e gli parlò con queste parole: «Ti lascio, figlio mio, un grande nome e grandi beni; ma ti esorto non tanto a conservare entrambi quanto a sostenere il titolo di cristiano. Quanti pericoli prevedo per te, figlio mio! In quali eccessi, forse, non sarete spinti da una brillante fortuna di cui godrete troppo presto? Sto morendo, ahimè, troppo presto per te. Sia fatta la volontà del Signore! Ti lascio sotto la protezione della Santa Vergine: La prego di essere tua Madre. Figlio mio, se conservi qualche ricordo di me per il resto della tua vita, se d’ora in poi vuoi dare qualche segno del tuo attaccamento alla più tenera delle madri, che, morendo, rimpiange la vita solo per te, promettimi l’unica cosa che ti chiederò; ti costerà poco: è recitare ogni giorno il rosario».

«L’ho promesso di cuore», riprese il malato, dopo aver dato questo dettaglio al suo confessore. «Da quel momento l’idea di mia madre, in quello stato in cui l’avevo vista per l’ultima volta, mi tornò in mente ogni giorno. Ho fatto regolarmente quello che lei mi aveva raccomandato con tanta insistenza, e confesso che è l’unico atto di religione che ho fatto durante dieci anni».

Il confessore non dubitava che fosse una protezione speciale dell’augusta Madre di Dio che aveva attirato sul suo penitente questa sorprendente misericordia del Signore. Lo esortò a raddoppiare la sua fiducia nella sua potente benefattrice. Non lo lasciò fino alla sua morte, e fece i suoi ultimi respiri, che furono pieni dello stesso spirito di penitenza.

(Padre Huguet)

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