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Sacro Cuore di Gesu

Santa familiarità del Cuore di Gesù.

Il divino Salvatore si compiacque di visitare spesso la Sua amata serva, Sant’Angela di Foligno, e giunse a una sorprendente familiarità con lei. Ecco come la Santa stessa parla di questi favori:

Un giorno, mentre ero in preghiera, ero rapito in estasi e sentii il mio Dio che mi parlava con parole piene d’amore. Ho guardato e Lui era disposto a permettermi di vederlo. Se mi chiedete cosa ho visto, vi risponderò che ho visto se stesso; non posso dire di più, se non aggiungere che ho visto una pienezza, una chiarezza di cui mi sono sentito completamente riempito. Non vidi nulla di corporeo, perché era come in cielo; eppure la sua bellezza era così incantevole che potevo dire di aver visto la bellezza sovrana che contiene ogni bene. Questa visione, che è stata abbastanza lunga, mi è sembrata durare solo un istante. Mentre guardavo, presa dall’ammirazione, lo sentii rivolgersi a me con queste parole: «Mia dolce e amatissima figlia, tutti i Santi del cielo hanno un amore speciale per te, anche Mia Madre lo condivide, e Io ti introdurrò nella loro società».

Ero troppo occupata con Lui per essere molto sensibile a questo linguaggio, e l’impressione che mi faceva la Sua bellezza incomparabile, mi rendeva così felice, che non pensavo a guardare gli Angeli o i Santi; capivo, inoltre, che tutto ciò che essi hanno di amabile, lo prendono in prestito da Lui, e che il Suo adorabile Cuore è la fonte da cui emana tutto ciò che è buono e bello nelle creature. Me lo stava dicendo di nuovo:

«Figlia Mia, ho un amore immenso per te, ma lo nascondo invece di mostrartelo. – Signore, gli dissi, come puoi amare così tanto una creatura così ignobile e la cui intera vita è stata usata per offenderti? – Il Mio amore per te, continuò, è così grande che, anche se vedo tutti i tuoi difetti, ne ho quasi perso la memoria; considero in te solo il ricco tesoro che il Mio Cuore vi ha posto.» Ho avuto la fiducia di chiedergli perché mi nascondeva il Suo amore.

«Ti nascondo, mi disse, ciò che nel Mio amore è sproporzionato alla tua debolezza. – Ma, gli ho detto, se Tu sei il Dio Onnipotente, non puoi rafforzarmi in modo tale che io possa sopportarlo? – Se lo facessi, figlia Mia, saresti soddisfatta, e allora non avresti più fame di Me: ecco perché non voglio che tu senta tutta la Mia tenerezza. Voglio, al contrario, che durante la tua vita mortale tu non possa placare la fame che ti preme, che tu Mi desideri e che languisca per amore.»

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