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La Madonna del Rosario

Il Rosario di San Francesco Saverio

Un mercante, in procinto di imbarcarsi per Malaca, andò a prendere congedo da San Francesco Saverio. Ricevendo la sua benedizione, gli chiese qualche piccolo segno di amicizia. Il Padre, che era molto povero, non trovò altro da dargli che il rosario che portava al collo. «Questo rosario, disse, non vi sarà inutile, purché abbiate fiducia in Maria.»

Il mercante salpò, fiducioso nella protezione del cielo, senza temere né pirati, né venti, né scogli. Ma Dio voleva mettere alla prova la sua fede. La nave aveva quasi attraversato il golfo tra Meliapur e Malaca, quando improvvisamente si scatenò una furiosa tempesta. Le vele, l’albero e il timone si ruppero, e la nave fu immediatamente spinta contro gli scogli, dove fu completamente distrutta. La maggior parte dei marinai e dei passeggeri morirono; alcuni si aggrapparono alle rocce contro cui si erano arenati. Il mercantile era uno di loro.

Ma siccome erano in alto mare e non potevano rimanerci senza esporsi alla fame, presero una risoluzione disperata. Dopo aver raccolto alcuni dei rottami della nave e averli uniti come meglio potevano, vi si gettarono sopra e si abbandonarono alla mercé delle onde.

Il nostro mercante, sempre pieno di fiducia in Maria, teneva il rosario di Saverio, e non aveva paura di perire finché aveva la fortuna di conservarlo. Improvvisamente si sentì come se fosse stato portato fuori di sé e immaginò di essere nella Meliapur con Padre Francesco. Quando tornò da questa specie di svenimento, fu molto sorpreso di trovarsi su una spiaggia sconosciuta, e di non vedere né i compagni della sua sventura, né le tavole a cui aveva affidato la sua vita. Ben presto seppe che si trovava nella terra di Negapatan e, con il cuore pieno di gioia, raccontò il miracolo che gli era appena capitato e che lo aveva salvato da morte certa.

Quante anime, sull’oceano turbolento di questo mondo, devono la loro salvezza alla devozione del Rosario! Esposti a tante tempeste, circondati da tanti scogli e spesso attaccati da nemici potenti e astuti, come potrebbero sfuggire al naufragio del peccato e della dannazione senza le risorse spirituali fornite dalla recita del Rosario? Ne traggono luce, forza e coraggio per fuggire il male, evitare i pericoli e praticare il bene.

Che sollievo chiudersi con la Sacra Famiglia nella casa di Nazareth e meditare lì, in preghiera, la vita nascosta e umiliata del Salvatore! Nelle tribolazioni, chi non ha sentito il suo cuore rafforzato, e persino consolato, dopo aver meditato i misteri dolorosi, e implorato l’assistenza della Madre della Misericordia, così compassionevole verso di noi? È la prosperità che ci tenta? Perché il successo spesso contiene molti pericoli. Cosa potrebbe essere più capace di elevarci allora alla ricerca di una solida gloria e felicità che la pia considerazione dei misteri gloriosi, nei quali vediamo Gesù e Maria trionfare e ricevere la loro incommensurabile ricompensa, dopo tanto lavoro, sofferenza e oppressione? Il nostro rosario, il nostro rosario ben recitato, è dunque una delle migliori armi che abbiamo nelle lotte che la nostra santificazione e perseveranza richiedono.

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