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La Madonna del Rosario

La corona del rosario

In uno dei primi monasteri fondati da San Domenico, viveva un fratello laico di cui segue la storia. Nel mondo si chiamava Antonio, e nel chiostro Fra Rosario. La sua pia madre gli aveva insegnato fin dall’infanzia a recitare l’Ave Maria. Essendo un mandriano, andava spesso a dirlo in un piccolo oratorio della Beata Vergine, che era abbandonato.

Un giorno sentì la voce di Maria che gli gridava: «Antonio, voglio che tu Mi incoroni.» Il nostro giovane pastore si mise subito a raccogliere fiori, formare un diadema e metterlo sulla fronte della statua della Madre divina. Il giorno dopo, il bambino era triste nel vedere la sua corona sbiadita. Ogni giorno, quindi, tesse una nuova corona di fiori per la sua amata Regina.

Arriva l’inverno; dove può trovare dei fiori? Di nuovo sente la voce celeste che dice: «Antonio! Io desidero che voi Mi incoroniate.» Cerca invano un fiore; ma si ricorda di aver visto da un mercante della città vicina, diademi di tutti i tipi. Corre lì, racconta la sua storia, ma non ha soldi per pagare. Tuttavia, l’ingenuità e la pietà del bambino ispirarono fiducia al mercante, che gli regalò un piccolo anello d’argento sormontato da un terminale. Trasportato dalla gioia, il bambino stava per ritirarsi, quando una signora riccamente vestita entrò nel negozio, e conoscendo la causa della gioia del bambino, gli disse: «Scegli la cosa più bella, la pagherò». Antonio, al culmine della sua felicità, sceglie uno splendido diadema d’oro, ornato di pietre preziose.

Poi vola al suo piccolo santuario, e convinto che nulla di più bello potrebbe essere offerto alla sua amata Sovrana, pone con gioia la sua corona sulla fronte della Madonna. Ma la voce di Maria si sente ancora: «Antonio, ti ringrazio; tuttavia, questa non è ancora la corona che desidero da te». A questa nuova rivelazione, il giovane pastorello scoppia in lacrime e, prostrandosi ai piedi della statua: «Mia buona Madre», le dice, «insegnami quale corona desideri. – Bene, rispose la statua, hai sentito parlare del Mio servo Domenico; vai da lui e ti insegnerà.»

San Domenico stava già predicando la devozione del Rosario. Un giorno, mentre stava pregando in un luogo remoto, sopraffatto dalla fatica, gli si avvicinò un giovane adolescente mal vestito: era Antonio. Domenico si fece raccontare i favori di Maria e il messaggio che lei gli aveva dato. Poi gli insegnò la devozione del Rosario. Incantato di conoscere questo eccellente mezzo per onorare la sua buona Madre, e attratto dalla dolcezza del Santo, Antonio espresse il desiderio di entrare nel suo Ordine. Domenico lo ammise senza difficoltà e gli impose il bel nome di Fra Rosario, come un vero figlio del Rosario.

Da allora in poi, il nuovo Fratello non cessò di recitare il Rosario, per quanto glielo permettevano le sue occupazioni. Anche di notte continuava a tessere corone mistiche alla Regina dei Santi, corone che Lei amava e che il tempo non poteva far appassire.

Visse nell’Ordine fino ad un’età molto avanzata, e quando morì, sul punto di spirare, teneva ancora tra le sue dita emaciate il Rosario che era servito ad incoronare tante volte la sua amata Regina. Fu allora che Maria gli apparve incoronata con una triplice corona di rose bianche, rosse e gialle di meraviglioso splendore. «Fra Rosario», disse la divina Madre, «riconosci queste corone? Sei tu che li hai messi sulla Mia testa. Mi hai coronato sulla terra secondo il Mio desiderio; vieni, ti coronerò in cielo con un diadema di gloria e di immortalità.»

Nello stesso momento il santo vecchio stese le braccia, tenendo in mano il suo rosario, e pronunciando le prime parole del saluto angelico: «Ave Maria!» spirò dolcemente, e la sua anima volò in cielo. Un religioso di grande santità lo vide la notte seguente seduto su un trono splendente, e sentì gli Angeli cantare in coro: «Ecco come saranno premiati coloro che, durante la loro vita, hanno spesso incoronato la loro Regina con le mistiche rose del santissimo Rosario!»

O vita santa, o morte preziosa dei figli di Maria, chi non vorrebbe piacere a questa amabile Sovrana? Abbiamo appena appreso il mezzo per ottenere questo: impieghiamolo dunque fino alla fine della nostra carriera terrena.

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