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Per la conservazione del Deposito della Fede!
Che il Regno di Dio venga!

Représentation unique de la Crèche.

Le charme de l'Enfant-Dieu vous fera oublier vos soucis, vos chagrins.
Jésus vous offre le cadeau d'un coeur d'enfant rempli d'amour,
de paix et de bonheur véritable.

Les services sont gratuits.

Horaire:

Messe de Minuit:
Messe du jour:
Visite de la Crèche:

Messe de Minuit:
Messe de Minuit:

25 décembre, 00:00 h.
25 décembre, 10:00 h.
25 déc. au 31 janv., 9 h - 18 h

1 janvier, 00:00 h.
6 janvier, 00:00 h.

Messe de Minuit: 25 décembre, 00:00 h.
Messe du jour: 25 décembre, 10:00 h.
Visite de la Crèche: 25 déc.-31 janvier, 9 h-18 h.

Messe de Minuit: 1 janvier, 00:00 h.
Messe de Minuit: 6 janvier, 00:00 h.

Réservation:

(819) 688-5225

Notre adresse:

290 7e rang - Mont-Tremblant - Québec - Canada - J8E 1Y4

Una storia per ogni giorno...

San Giuseppe

Ammirevole protezione di San Giuseppe.

La signorina Maria M. ha avuto la sfortuna di nascere da genitori poco cristiani e che, dopo averle dato solo cattivi esempi, hanno affidato la sua educazione a maestre empie e dalla morale sospetta. Tuttavia, in mezzo al suo traviamento, che era la conseguenza fatale delle lezioni perniciose che aveva ricevuto, questa giovane aveva conservato una certa attrazione naturale per la virtù e per la lettura di buoni libri. Queste grazie particolari erano come strisce di luce che apparivano improvvisamente, ma presto si spegnevano, lasciandola nella stessa oscurità.

Ha confessato che il diavolo aveva una tale presa su di lei che sentiva in modo sensibile l’influenza fatale che egli esercitava sulla sua persona.

Nel desiderio di vedere la fine delle sue prove crudeli, si fece suora all’età di 21 anni. Non poteva trovare il riposo che desiderava; come nel mondo la sua anima era turbata e nelle tenebre. Si sentiva attratta da Dio, ma una barriera insormontabile le impediva di raggiungerlo. E qualcosa di indefinibile la teneva prigioniera sotto le catene del diavolo. Pensava di porre fine alle sue sofferenze facendo delle confessioni generali: dopo averne fatte quattro, era ancora nello stesso stato. Per tre anni interi soffrì dolori inauditi: la sua superiora, mossa da compassione, le consigliò di ricorrere a San Giuseppe. Corse a gettarsi ai suoi piedi, e non appena lo invocò con tutto l’ardore e la fiducia di cui è capace un cuore, si sentì subito sollevata. Si credeva finalmente liberata dalle sue sofferenze; ma non appena lasciò la cappella, i suoi problemi ricominciarono; il pungiglione era ancora nella ferita, l’ostacolo non era stato rimosso, ma sapeva da dove poteva venire il suo aiuto e la sua liberazione. Piena di fiducia, raddoppia il suo fervore nelle preghiere, e confessa che in mezzo alle sue più grandi prove, trova sempre sollievo all’altare di San Giuseppe. Ho sentito», ha detto, «che il cuore di San Giuseppe era il cuore di un padre e che mi stava raggiungendo».

Fu allora che pensò più seriamente a un dubbio che non era mai riuscita a chiarire. Non aveva alcuna prova di essere stata battezzata. Diverse persone che aveva consultato le avevano sempre detto, senza esaminare, che non doveva preoccuparsi, che le sue paure erano infondate.

Decise allora di dirlo alla sua superiora, che le rispose: «Ci crederesti, mia cara sorella, che da qualche tempo ho avuto lo stesso pensiero, ma non ho osato parlartene.» Sono state fatte molte ricerche, ma senza risultato, non sono stati trovati registri contenenti le registrazioni battesimali dell’epoca della sua nascita.

La parrocchia fu allora amministrata da un intruso costituzionale che trascurò completamente i suoi doveri. Dopo molte indagini, fu trovata una donna che era pericolosamente malata in quel momento e che aveva curato la madre di Maria il giorno della sua nascita. Lei assicurò loro che era stata battezzata e che le aveva dato lei stessa l’acqua. Questa informazione causò grande gioia al virtuoso sacerdote che era stato incaricato di indagare; ma, spinto da un’improvvisa ispirazione, interrogò la donna su come avesse amministrato il battesimo; e dalle sue risposte scoprì che non solo era ignorante dei principali misteri della religione, ma che aveva solo gettato acqua sulla testa del bambino senza pronunciare alcuna parola. I superiori ecclesiastici, consultati, risposero che questa povera suora doveva essere battezzata. Fu il vescovo di Bayonne, Mons. d’Arbou, che le conferì il battesimo il 23 marzo 1838, durante l’ottava della festa di San Giuseppe. Al nome di Maria, la sua buona madre, che già portava, aggiunse quello di Giuseppe, il suo buon padre, il suo secondo salvatore, e fu chiamata suor Marie-Joseph. Quando fu battezzata, le squame, per così dire, caddero dagli occhi della sua anima, e sentì una pace nel suo cuore che non aveva ancora assaggiato.

Bisogna avere un’idea del suo amore e della sua gratitudine per il potente protettore da cui aveva ottenuto favori così preziosi. Non si stancava di parlare della sua carità e del merito di San Giuseppe: «Vorrei», diceva, «avere cento voci, vorrei essere tutte voci, per far conoscere la bontà e i benefici del glorioso San Giuseppe». Dal felice giorno del suo battesimo, questa buona suora condusse una nuova vita e fece ogni giorno, sotto la guida della sua amata patrona, nuovi e rapidi progressi nella via della perfezione, evitando i più piccoli difetti e accettando generosamente i più dolorosi sacrifici alla natura, al fine di assomigliare e di piacere al suo amabile patrono.

(N.B. La persona che ha riportato questo fatto l’ha avuto proprio dalla persona a cui è successo).

Il solo nome di Giuseppe fa tremare i demoni dell’inferno. La protezione di questo grande santo è una garanzia sicura contro gli assalti di Satana.

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