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La Madonna del Rosario

Il patrimonio più bello

C’era un giovane in una città dell’Italia che, fin dai suoi primi anni, aveva abbracciato la devozione alla Beata Vergine. Recitava spesso il Rosario in Suo onore e si iscrisse anche alla Confraternita del Rosario. Questa santa devozione gli valse una moltitudine di grazie. Ma mentre cresceva in età, purtroppo cessò di crescere in pietà e virtù. A poco a poco divenne lassista, seguì i costumi corrotti del mondo e non si preoccupò più molto della sua salvezza. Per un residuo di un’abitudine contratta nell’infanzia, continuava tuttavia a recitare spesso il rosario. Colpito improvvisamente da una malattia mortale, si trovò, quando meno se lo aspettava, ridotto all’ultimo estremo, e poi, sotto quale orribile aspetto non vide sorgere davanti a sé i suoi peccati! Era sconvolto e cominciò a disperare della sua salvezza. Gli sembrava di vedere i demoni che lo aspettavano nelle forme più orribili, per trascinarlo nell’abisso eterno. Lungi dal pensare di invocare Dio e la Sua divina Madre, maledisse l’ora in cui era nato e le grazie che aveva ricevuto dal cielo.

Ma, oh prodigio, la Madre della misericordia, che non aveva invocato, si ricordò della sua precedente devozione a Lei. Lei gli apparve, mise in fuga i demoni e lo consolò con gentilezza materna. Il malato la sentì dire a Gesù: «È vero, Figlio Mio, che questo povero peccatore Ti ha offeso; è vero che le sue iniquità gli hanno fatto guadagnare l’inferno; ma tuttavia, ricordati che, nonostante l’infelice stato di peccato in cui si trovava, non ha cessato di pregare il Mio Rosario. Ho fiducia che questo giovane cambierà la sua vita, che farà penitenza per i suoi peccati; solo si degni di concedergli il tempo necessario a questo scopo.»

A queste parole Maria tacque, e Gesù dichiarò che era stata ascoltata. Il giovane si riprese e visse con edificazione fino alla morte, sotto gli auspici della sua augusta Protettrice, che lo aveva salvato dalle fiamme dell’inferno.

Che preziosa eredità lasciano i genitori ai loro figli quando insegnano loro a recitare il rosario fin da piccoli! Non è forse questo, in un certo senso, lasciar loro in eredità la chiave del cielo, poiché dà loro i mezzi per ottenere le grazie necessarie alla loro perseveranza nel bene? E se diventano infedeli, non tutto è senza speranza; se conservano qualche residuo di devozione a Maria, c’è da sperare che questa tenera Madre Si ricordi dei loro primi anni.

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